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Trump e la "ritirata ordinata" da Minneapolis. Ma fa da scudo alla Noem: "Ottimo lavoro"

Gli agenti stanno lasciando la città, lontano il comandante Bovino. Arizona, la polizia di frontiera spara: un ferito grave

Trump e la "ritirata ordinata" da Minneapolis. Ma fa da scudo alla Noem: "Ottimo lavoro"
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La morte del secondo americano per mano degli agenti dell'Ice e le crescenti pressioni da parte degli alleati spingono Donald Trump ad adottare un approccio più conciliante su Minneapolis. E così, mentre nella città del Minnesota arriva lo zar dei confini Tom Homan, il sindaco democratico Jacob Frey annuncia la partenza di "alcuni" agenti dell'Ice, assicurando che "continuerò a insistere affinché anche il resto degli agenti coinvolti in questa operazione se ne vada".

Intanto in Arizona una persona è in condizioni critiche dopo una sparatoria che ha coinvolto la polizia di frontiera vicino al confine con il Messico. Non sono chiare le circostanze, ma la persona ferita è stata trasportata in elicottero in un centro traumatologico regionale, e l'ufficio locale dell'Fbi sta indagando su una presunta aggressione a un agente federale vicino alla città di Arivaca. In Minnesota, invece, Homan ha già incontrato il governatore Tim Walz: lo zar è il principale funzionario responsabile della politica governativa delle espulsioni di massa, ma vuole focalizzare le deportazioni su coloro che hanno precedenti penali, più o meno gravi, e sono nel Paese senza documenti. Secondo diversi media statunitensi, il controverso comandante del Border Patrol, Gregory Bovino, starebbe lasciando Minneapolis, sebbene il dipartimento per la Sicurezza Interna neghi con forza che sia stato "sollevato dai suoi incarichi", come scrive su X la vicesegretaria del Dhs, Tricia McLaughlin, definendolo "una parte fondamentale della squadra del presidente". Alcune fonti della Cnn, tuttavia, riferiscono che il dipartimento avrebbe sospeso l'accesso ai suoi account sui social media.

Lunedì sera, inoltre, Trump ha incontrato per due ore nello Studio Ovale la segretaria per la sicurezza interna Kristi Noem: stando alle fonti del New York Times è stata l'ex governatrice del South Dakota, nell'occhio del ciclone per le operazioni contro gli immigrati che in meno di tre settimane hanno causato la morte di due cittadini Usa, ad aver chiesto il faccia a faccia. The Donald ieri l'ha difesa dicendo che sta facendo un "ottimo lavoro" e resta al suo posto, ma si tratta dell'ennesimo segnale che il comandante in capo è preoccupato per le critiche bipartisan alla risposta dell'amministrazione all'uccisione di Alex Pretti. Axios spiega che il tycoon vuole "un ritiro dal Minnesota con onore" (lui parla di "piccola de-escalation"), e avrebbe trascorso la domenica lamentandosi della gestione maldestra. E il Wall Street Journal ricostruisce le 48 ore che hanno spinto Trump a fare retromarcia, sottolineando come abbia deciso di cambiare rotta in seguito alla pressione di molti repubblicani e alleati, preoccupati dall'erosione del sostegno pubblico sulla sua principale promessa elettorale, quella della stretta sull'immigrazione. La campagna contro i clandestini ha contribuito al suo ritorno alla Casa Bianca, ma i video quotidiani degli agenti Ice mascherati e violenti, oltre alle molteplici segnalazioni di persone prese di mira nonostante prove inconsistenti, hanno fatto crollare il suo indice di gradimento.

A recapitare il messaggio più chiaro è stato il senatore Lindsey Graham, molto vicino a Trump, il quale ha detto che deve cambiare narrativa perché i video in circolazione su Pretti stanno offuscando i successi ottenuti su altri aspetti dell'agenda per i migranti. Inoltre, a pesare sono state anche le critiche dei sostenitori dei diritti delle armi, solitamente fedelissimi di Trump. Ieri è intervenuta pure la first lady Melania, chiedendo "unità. Per favore se manifestate, fatelo pacificamente". Lo stesso Trump, in partenza per l'Iowa, ha cambiato tono.

"Sono molto triste per la morte di Pretti e supervisionerò le indagini". E ha smentito il suo vice capo di gabinetto Stephen Miller: "L'infermiere non è un assassino. Detto questo, non puoi avere armi alla manifestazione".

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