"Le truppe Usa non vanno a Kiev"

La telefonata di pochi giorni fa tra il capo di Stato Maggiore congiunto Usa, Mark Milley, e l'omologo russo, Valeriy Gerasimov, è stata "utile" nell'ottica di "gestire i rischi ed evitare possibili escalation"

"Le truppe Usa non vanno a Kiev"

La telefonata di pochi giorni fa tra il capo di Stato Maggiore congiunto Usa, Mark Milley, e l'omologo russo, Valeriy Gerasimov, è stata «utile» nell'ottica di «gestire i rischi ed evitare possibili escalation». È stato lo stesso Milley a dirlo in conferenza stampa dopo la riunione del gruppo di contatto sull'Ucraina. Milley ha spiegato che «le comunicazioni a livello militare tra i due Paesi rimangono aperte». Intanto la Difesa americana ha smentito per il momento le indiscrezioni del Wall Street Journal secondo le quali l'amministrazione starebbe pensando ad inviare forze speciali a protezione dell'ambasciata Usa a Kiev, che ha riaperto da una settimana. «Sono decisioni che deve prendere il presidente, ma ancora nessun piano è stato delineato né presentato al segretario alla Difesa», si è smarcato il generale Milley. Se mai la questione dovesse arrivare sulla scrivania di Joe Biden, si rischierebbe un'escalation dalle conseguenze imprevedibili rispetto alla promessa iniziale del presidente che nessun soldato americano avrebbe messo piede in Ucraina. Al momento gli Stati Uniti non hanno in programma di schierare forze in Ucraina e comunque un'eventuale decisione al riguardo spetterebbe sempre al presidente americano. «Qualsiasi dispiegamento delle forze statunitensi in Ucraina richiederebbe una decisione presidenziale, quindi siamo lontani da qualcosa del genere», ha chiarito il capo di Stato maggiore congiunto delle Forze armate Usa. Il dipartimento della Difesa, ha proseguito Milley, sta sviluppando linee d'azione rispetto all'Ucraina, ma al segretario alla Difesa, Lloyd Austin, non è stata ancora presentata alcuna opzione per schierare le forze statunitensi nel Paese.

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