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Ue spiazzata da Washington. Giallo sui contatti con l'Iran

Bruxelles: "Sicurezza a rischio". Il Ft: "Francia e Italia dialogano sullo Stretto". Ma Palazzo Chigi smentisce

Ue spiazzata da Washington. Giallo sui contatti con l'Iran
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Non solo bombe, missili e droni. Da quando il Medioriente è in fiamme è esplosa anche la guerra economica, con il petrolio alle stelle e lo stretto di Hormuz praticamente con il nuovo capitolo dell'apertura americana, seppur parziale, al petrolio russo che fa infuriare l'Europa e, ovviamente, l'Ucraina. Mentre a incendiare ulteriormente il clima arriva un'indiscrezione del Financial Times secondo cui Francia e Italia avrebbero avviato contatti riservati con l'Iran per cercare di garantire il passaggio sicuro delle navi europee da Hormuz, notizie smentita seccamente da Roma, anche con le parole della premier Giorgia Meloni.

Sul petrolio russo, da Bruxelles arriva una censura netta alle parole di Trump. "La decisione unilaterale degli Stati Uniti di revocare le sanzioni sulle esportazioni di petrolio russo è molto preoccupante, in quanto ha un impatto sulla sicurezza europea" ha ammonito il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. "L'aumento della pressione economica sulla Russia è decisivo, allentare le sanzioni aumenta le risorse russe per condurre la guerra di aggressione contro l'Ucraina". La Commissione europea parla di "eccezione" solo per le navi già in transito ma ribadisce che "non è il momento di indebolire le sanzioni contro la Russia". "Mosca non deve beneficiare dalla guerra all'Iran, il tetto al prezzo del petrolio e le nostre sanzioni contro la Russia sono ben mirate". Ma è polemica, anche a casa nostra. Una nota dei parlamentari della Lega Claudio Borghi e Alberto Bagnai prende posizione contraria all'Europa. "Da anni insistiamo a dire che le sanzioni alla Russia sono in realtà auto sanzioni. Chiederemo ancora una volta che la Ue segua l'intenzione di Trump e riprenda l'importazione di gas e petrolio dalla Russia". A ribadire la linea italiana, il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin: "La posizione del governo italiano su questi temi è quella dell'Unione europea". Unita sul tema, con la solita eccezione dell'Ungheria di Orbán secondo cui "l'Ue dovrebbe seguire l'esempio americano e sospendere le sanzioni sul petrolio russo". Durissimo, naturalmente, il commento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky: "La decisione degli Stati Uniti garantirà a Mosca ulteriori 10 miliardi di dollari. Una scelta che allontana la pace". Zelensky, in visita in Francia, ha ricevuto l'appoggio del presidente Emmanuel Macron. "La Russia si sbaglia se spera che la guerra in Iran le offra tregua. La nostra politica delle sanzioni non cambia".

Oltre al petrolio, importante per l'occidente tutto ciò che dovrebbe transitare dallo stretto di Hormuz, aperto solo in teoria dato che come riferito dagli analisti di Lloyd's, dall'inizio del conflitto si sono registrati solo 77 transiti quando tra il 1° e l'11 marzo 2025 ce n'erano stati 1.229. L'indiscrezione del Financial Times, parla di una trattativa riservata di alcuni Paesi europei, tra cui Francia e Italia, per negoziare con Teheran il libero passaggio ha creato un nuovo caso. Il nostro governo ha seccamente smentito con fonti di Palazzo Chigi e del ministero degli Esteri che spiegano che non è vero, nessun contatto è stato imbastito con le autorità iraniane. Anche la premier Meloni ha preso posizione: "L'Italia, al fianco dei partner internazionali, inclusi i Paesi del Golfo maggiormente colpiti, resta fermamente impegnata nel promuovere un allentamento della tensione", ribadendo che Roma segue una linea comune senza alcuna fuga in avanti.

"L'Ue ritiene che la via più auspicabile sia una forte iniziativa guidata dall'Onu per garantire un passaggio organizzato e legittimo attraverso lo Stretto di Ormuz", conferma Bruxelles, con il consiglio europeo di lunedì che potrebbe decidere di rafforzare la missione Aspides con nuove risorse. Ulteriore dimostrazione di come il conflitto in Medioriente riguardi direttamente, e sotto molti aspetti, non solo i Paesi colpiti da bombe, missili e droni.

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