Sulle sue piste sono passati Renato Zero, Loredana Berté, Patty Pravo, Mita Medici ma anche i Procol Harum e i Pink Floyd, che vi si esibirono il 18 e il 19 aprile del 1968 (di pomeriggio, pensa un po'). Il Piper a un romano di una certa età evoca la "swinging Rome", una trasgressione moderata e capellona, lo sbarco delle mode d'oltremanica o d'oltreoceano che vi venivano reinterpretate un po' all'amatriciana, perché l'ironia capitolina non si addice a un copia e incolla acritico di tendenze foreste. Certo, il successo della discoteca (oggi si direbbe club) di via Tagliamento, alla cui epopea lo stesso Zero dedicò un intero doppio album, è decisamente sfiorito negli anni. Ma l'aura di leggenda, quella non è mai stata cancellata, e i giovani di oggi subiscono le narrazioni dei padri e dei nonni che su quel dancefloor di Roma Nord si sono svezzati cinquant'anni fa (e anche di più).
Insomma, il Piper non è un locale qualsiasi, lo pronunci e senti subito scorrere nelle vene una gioventù bruciata o almeno un po' affumicata. Fa notizia quindi che la scorsa notte sia stato sottoposto a sequestro preventivo, che dovrà essere convalidato dall'autorità giudiziaria, perché nel corso di un sopralluogo la polizia avrebbe riscontrato modifiche strutturali all'impianto, procedure di evacuazione carenti e rischiose, assenza di certificazioni e un numero di persone in sala più alto rispetto a quello consentito. Sono state trovate anche condizioni igienico-sanitarie molto trascurate.
I controlli nei templi della vita notturna dall'inizio dell'anno, dopo la tragedia di Crans-Montana nella quale sono morte 40 persone e 116 ragazzi sono rimasti feriti, si sono intensificati in tutta Italia. Lo stesso destino del Piper è toccato a Milano a una discoteca in zona Rogoredo, dove nella stessa notte tra sabato e ieri i carabinieri hanno riscontrato gravi violazioni in materia di sicurezza e per l'impiego di lavoro irregolare. Ai gestori è stata comminata anche una multa.
Ancora più grave quello che è accaduto a Crema, in provincia di Cremona, dove gli agenti della polizia hanno sospeso per otto giorni la licenza al Moma Club dopo aver accertato diverse violazioni e inottemperanze alla normativa di sicurezza tra le quali la mancata verifica dei documenti all'atto della somministrazione di alcolici, due uscite di sicurezza oscurate da tendaggi e violazioni delle misure di prevenzione incendi. Qualche giorno fa nel locale cremasco si era verificato un principio di incendio di alcuni addobbi sul soffitto a causa delle fiamme scaturite da alcune fontane pirotecniche istallate sulle bottiglie "con pericolo di propagazione", esattamente ciò che è accaduto a Crans-Montana nella notte del primo dell'anno. Nell'ambito dei controlli disposti dal questore di Cremona Carlo Ambra, gli agenti hanno anche sanzionato i gestori della discoteca Juliette di Cremona con la sospensione della licenza per 15 giorni per aver riscontrate numerose violazioni che vanno dagli estintori privi di cartellonistica alla documentazione di omologazione dei divanetti alla reazione al fuoco fino alle uscite di emergenza in parte ostruite da materiale vario dislocato nei pressi delle vie di fuga.
I due locali del Cremonese sono stati anche teatro di "ripetuti episodi criminosi e violenti registrati sia all'interno che all'esterno", e si sono verificati episodi di somministrazione di bevande alcoliche a minori.Nei giorni scorsi sono state chiuse per gli stessi motivi la discoteca Tabata al sestrière e due discoteche abusive in un seminterrato a Milano e in pieno centro a Palermo.