
Se n'è accorta leggendo i giornali. "Ho visto che anch'io ero coinvolta in questa tristissima vicenda di diffamazione sessista".
E allora cosa ha fatto?
"Ho controllato sul web e ho trovato la mia immagine storpiata e violata".
Come?
"Ero ritratta a seno nudo. Evidentemente una costruzione manipolata ad arte per screditarmi. Sotto, fioccavano commenti indecenti, zeppi di parolacce e riferimenti osceni. Ma per quanto mi riguarda, ho le spalle abbastanza larghe per difendermi".
Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati ed ex ministro per gli Affari regionali, è preoccupata per l'impatto che questa vicenda potrebbe avere sulle donne più fragili e sulle giovanissime.
"Certo, non nascondo di essere turbata, ma non vorrei ingigantire il caso personale. È altro che mi inquieta".
Che cosa?
"Provi a immaginare una ragazzina, un'adolescente che si vede ritratta in pose non convenienti che non le appartengono. Non tutti hanno gli strumenti culturali per reagire, qualcuna può facilmente essere destabilizzata da queste foto, chiamiamole così, cariche di violenza e disprezzo".
Sembra che queste piattaforme abbiano messo alla berlina attrici, influencer, donne della politica.
"Sì, qui in mezzo può finirci chiunque. E allora è necessario correre ai ripari".
In concreto, cosa ha fatto?
"Sono andata in questura a denunciare questa aggressione. Ma vorrei chiarire che l'ho fatto anche per tutelarmi ma soprattutto per dare uno scudo a chi uno scudo non ce l'ha e potrebbe soffrire per questa esplosione di violenza di genere".
Nomi ne ha fatti?
"Ovviamente no. Chi scaglia i suoi velenosi commenti si nasconde dietro l'anonimato".
E le piattaforme che fanno da megafono a queste incursioni illegali nelle vite di tanti personaggi?
"Anche qui è difficilissimo rintracciare, quasi sempre all'estero, chi mette in piedi queste centrali della disinformazione e della peggior volgarità. Se una persona mi insulta scrivendo una lettera al suo giornale ad un altro quotidiano, io potrò rintracciarla con una buona probabilità di successo. E se non dovessi trovarla, potrei sempre rivalermi sul direttore di quella testata".
Il web invece assomiglia ad una giungla.
"Una giungla dove non ci sono regole e tutto è permesso. Questa impunità assoluta non è più tollerabile. Dobbiamo fermare l'anonimato on line. Con l'intelligenza artificiale oggi è possibile distruggere una persona con facilità disarmante, ma quel che è più grave è che si riesce a farlo senza pagare dazio".
Le autorità indagheranno.
"Si certo, m siamo costretti a inseguire i leoni da tastiera che si mimetizzano chissà dove. Ed è difficile oscurare questi forum".
Come se ne esce?
"Con le denunce, come è la mia, che mettono in fila i reati compiuti da questi soggetti senza scrupoli, a cominciare dalla diffamazione".
E poi?
"Poi ci vogliono leggi più incisive, adeguate ai tempi corsari che stiamo attraversando. Si deve trovare il modo di far pagare un robusto risarcimento a chi mette noi donne alla gogna. Oggi, si fa tutto in un clima di totale anarchia, senza alcuna responsabilità. Ecco, chi si diverte a intossicare la vita degli italiani, dovrà assumersi le proprie responsabilità, quelle responsabilità che oggi non si prende nessuno".
Funzionerà?
"Il fenomeno c'è sempre stato, ma nel circuito della carta è sempre stato sotto controllo. Ora non lo è più ma così non si può andare avanti".