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"Vannacci resti: un patriota come lui non fa regali al Pd"

Il vicesegretario della Lega Claudio Durigon: "Nessuno è indispensabile. La sinistra tifa per l'addio"

"Vannacci resti: un patriota come lui non fa regali al Pd"
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Un nuovo logo depositato (Futuro Nazionale-Vannacci), uno scontro legale a destra con Nazione Futura, il movimento di Francesco Giubilei che ha denunciato in tribunale il presunto plagio del marchio.

Il pomeriggio trascorre con randellate sui social. "Giubilei è prolisso, me ne frego" (Vannacci). "Si presentava agli eventi di Nazione Futura con il trolley pieno dei suoi libri per venderli agli associati" (Giubilei). Una querelle tra personaggi emergenti del centrodestra che non infiamma i piani alti del Carroccio. La questione viene letta in un'ottica del tutto politica e non folkloristica. La linea che emerge è di facile lettura: il generale resti, ma a certe condizioni.

Ci aiuti a capire, sottosegretario Durigon. Lei è vicesegretario della Lega al pari di Vannacci. C'è un vicesegretario buono e uno cattivo?

"Nessun buono o cattivo (sorride). Dopo lo scorso congresso siamo quattro vicesegretari e vi dico che arrivare a diventare il vice del segretario della Lega è l'obiettivo di una vita, la Lega rappresenta quarant'anni di storia. Sia io che Vannacci non siamo militanti della prima ora. Io entro nella Lega nel 2016 per arrivare a vicesegretario nel 2024, senza calpestare i valori storici".

Vannacci invece?

"Lui fa la tessera e diventa subito vicesegretario nel 2025, un grande attestato di stima da parte di Salvini".

E tra lei e Vannacci ci sono differenze di linea?

"La linea, come dice il nostro capogruppo Molinari, la dà il segretario. Noi cerchiamo di dare la massima forza ai militanti, dobbiamo dare risposte agli elettori: siamo al loro servizio. Davvero, non parliamo di chi è più bello o più bravo. Abbiamo un solo dovere: mai deludere o tradire gli elettori, non credo che qualcuno voglia rivedere strappi dolorosi come quello di Fini".

Ci svela un retroscena sull'ingresso di Vannacci nella Lega?

"Vannacci è entrato nella Lega ed è diventato subito vicesegretario grazie a Salvini. Pensi che io l'ho votato anche alle europee perché ce lo aveva indicato lo stesso segretario".

Quale messaggio vuole inviare al generale?

"I messaggi confusi e ambigui non fanno bene a nessuno. Spero continui a impegnarsi nella Lega, anche perché tra pacchetto sicurezza e battaglie con i patrioti europei stiamo ottenendo risultati".

La domanda più semplice: Vannacci sta semplicemente trattando spazi e posti all'interno della Lega, come normale trattativa politica?

"Alla Lega non sono mai esistite le quote, al contrario del Pd dominato dal correntismo. Da noi c'è un leader che indica una strada. Certo, è normale che un vicesegretario possa indicare qualche persona in più, ma non come quota personale. Ha nomi di gente valida? Li proponga ma non li imponga".

Alla fine, cosa farà il generale?

"Conto resti nella Lega, senza se e senza ma, perché tutte le opzioni alternative sono un regalo alla sinistra e quindi un danno per l'Italia".

Anche lei teme che quell'1-2% che gli viene riconosciuto a livello elettorale potrebbe fare perdere il centrodestra alle prossime elezioni?

"No, parliamo di un 1-2% teorico, quando si va alle urne i voti si polarizzano".

Se volesse lanciargli l'appello finale, quale tasto toccherebbe?

"Fare parte della Lega è un onore, ho troppo rispetto per la nostra storia e per i nostri militanti per lanciare appelli.

Nella Lega sono tutti importanti ma nessuno è indispensabile: il generale sa benissimo che i primi tifosi del suo addio sono i media di sinistra. E un uomo come lui non farebbe regali a Schlein, Renzi o Conte. Un coraggioso patriota come lui ha già una casa: la Lega. Non ha bisogno di cespugli di fortuna".

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