Leggi il settimanale

Gabriele Barberis

Foto profilo di Gabriele Barberis

Caporedattore Politica, Il Giornale. Autore del romanzo "Segnali in codice"

"Mi hanno espulso? Bene, sono contento, non me ne frega niente, rifarei tutto". Questa è la spiegazione che hanno rilasciato i 32 deputati parlamentari italiani della sinistra che sono stati sanzionati per irregolarità disciplinare. Che cosa avevano fatto? Avevano impedito a Casapound di parlare in una conferenza stampa alla Camera. Questi signori sono dei censori e dei violenti. Sapete chi non lasciava parlare la gente tra il 1925 e il 1926? I fascisti. Ma quelli veri, quelli di Mussolini. Perché, allora, questi signori continuano a dirci che bisogna ribellarsi a questo fascismo? Comincino loro a non fare i fascisti.

Gabriele Barberis
 Il bavaglio dei fascisti di sinistra

Quante volte abbiamo sentito l'invettiva contro il governo, poi capita che crolla tutto lo scenario. Se negare la base di Sigonella è un atto da schiavi. Questa è la prova che l'Italia mette prima l'interesse nazionale. E non è la prima volta che contraddice l'operato di Trump

Gabriele Barberis
Italia prima di tutto ma per la sinistra restiamo schiavi di Trump

Il meccanismo è questo: i precedenti penali fanno curriculum e i reati violenti ascritti dalla procura ungherese diventano provocazioni di un regime dittatoriale da contrastare

Gabriele Barberis
Gli impuniti sanno sempre dove stare

Il fronte del no ha ormai sostituito anche il campo largo. E già sogna il governo con Conte alla presidenza del Senato con vista sul Quirinale, Schlein a Palazzo Chigi, Silvia Salis al Viminale, Bonelli alla Difesa e Ilaria Salis alla casa... Un vero governo da incubo

Gabriele Barberis
La sinistra sogna già un governo da incubo

Quando non si vota, tutti a lamentarsi dell'inerzia di una classe di governo capace solo a rimpinzarsi di bonus e maxi stipendi. Ma quando c'è da approvare i cambiamenti, nero su bianco, diventano inevitabili i distinguo politici

Gabriele Barberis
4 - Un Sì per dire finalmente No a tutti quelli che dicono sempre no

No alla giustizia, no alla riforma, i pm non si toccano, no alla legge elettorale, no al premierato , no alle votazioni sulla politica estera, no all'alta velocità, no alla Torino-Lione, no ai rigassificatori, no a tante cose, sempre no. Una parola per ogni situazione, dire sempre no. E questi si definiscono progressisti?

Gabriele Barberis
Dicono no a tutto e si definiscono progressisti
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica