Ma vanno fortissimo anche i pulmini delle suore

Non solo lusso: all'incanto anche vecchie Simca e Fiat 900. La regina? Una Ferrari del 1966

Valerio Boni

Solo 15 giorni fa alla Fiera di Rho erano ospitate le migliori moto che vedremo nel 2017; da ieri e fino a domani i motori tornano protagonisti con Milano AutoClassica, sesta edizione di un appuntamento dedicato alle quattro ruote da sogno, ma non solo. Trovare una definizione per questo evento che ha già fatto il pieno di pubblico nella prima giornata non è facile, poiché nei tre padiglioni si trova tutto quello che può far felice un appassionato, dalle vetture classiche che hanno fatto la storia dell'automobilismo ai modelli di nuova produzione, dalle vecchie pompe di benzina alle targhe smaltate, ai prodotti per ridare lucentezza alle cromature.

Anche il mercato del collezionismo ha cambiato pelle, così l'auto da collezione non è più solo la Ferrari Gto degli anni Cinquanta. Hanno acquisito interesse anche modelli come la Simca 1000, o il pulmino Fiat 900 T (quello preferito dalle suore per intenderci), destinati a crescere di valore dopo essere stati rottamati per anni. E la dimostrazione viene proprio dal piccolo van, che nei padiglioni della Fiera è proposto a 16.500 euro.

Le stime ufficiali parlano di oltre 2.000 veicoli esposti, e più di un quinto entro domenica avrà sicuramente cambiato proprietario poiché fa parte dell'ormai celebre fallimento Compiano all'interno del quale, almeno in teoria, chiunque può trovare un veicolo in grado di soddisfare i propri gusti o in alternativa il budget a disposizione. L'unico rischio è quello di perdere la bussola, poiché si passa da supercar appena uscite dalla catena di montaggio, come la Aston Martin Db 11 destinata a essere la prossima vettura di James Bond, o la Lamborghini Centenario realizzata in una serie limitata di 40 esemplari.

Se il metro di paragone è il valore, la regina potrebbe essere la Ferrari 275 Gtb Alloy del 1966 con carrozzeria in alluminio, che almeno sulla carta è il pezzo più pregiato tra quelli messi all'asta. La stima è tra i 2.4 e i 2.8 milioni di euro, ma qui non si contratta, vince chi offre di più, quindi ci sono buone probabilità che il prezzo finale possa infrangere la soglia dei tre milioni. Poi c'è solo l'imbarazzo della scelta, in particolare se l'interesse è rivolto verso auto che possono essere considerate veri e propri assegni circolari, come le Jaguar E-Type o le Porsche 911, ma anche le Mini presenti anche nelle versioni made in Innocenti, le cui quotazioni sono tra le più popolari, a partire da 1.500 euro.

In teoria anche il privato indipendente ha la possibilità di concludere un affare, ma è meglio non farsi illusioni, perché i professionisti in campo sono molti. Però provare non costa nulla, o quasi, visto che l'ingresso costa 18 euro e se si vuole avere il diritto di partecipare all'asta l'iscrizione è di 100 euro. Se poi il budget non lo consente, ci si può consolare acquistando il modellino in scala 1:43 dell'auto dei propri sogni su una delle bancarelle.

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