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In Veneto norme di comportamento più rigide per gli studenti

L’assessore all’Istruzione della Regione del Veneto, Elena Donazzan, rilancia il "Lei" ai prof., l'alzarsi al loro ingresso, l'abbigliamento corretto e una spietata lotta alle droghe

In Veneto norme di comportamento più rigide per gli studenti

In Veneto l’assessore all’Istruzione e alla formazione della Regione, Elena Donazzan, ha lanciato una nuova sfida educativa a tutti i responsabili dell'istruzione.

Commentando un fatto di cronaca (l'irruzione presso la scuola media di Morgano - un comune di circa cinque mila anime della provincia di Treviso - di un genitore che ha interrotto una lezione per chiedere ai compagni di classe la loro idea sui voti non brillanti ottenuti dal figlio) la Donazzan ha rilanciato la tematica dell’autorevolezza delle istituzioni educative.

Denunciando la degenerazione che l'autorevolezza sta vivendo, ha spiegato che non occorre una nuova legge ma impegnarsi per "ricostruire i 'fondamentali' di riferimento: dal rivolgersi con il 'Lei' ai docenti, all’alzarsi in piedi alla sua entrata, al corretto abbigliamento, magari con il ripristino del grembiule o di una divisa scolastica segno di decoro e di appartenenza".

L'assessore della giunta guidata dal leghista Luca Zaia ha sottolineato che i recenti fatti di cronaca accaduti sia in Veneto che in altre regioni italiane sono inaccettabili e mostrano "episodi incresciosi a danno degli insegnanti. Violenze verbali e fisiche, ingerenze inaccettabili" e tutto questo mina il corretto instaurarsi di un rapporto pedagogico tra gli alunni e gli insegnanti, "mettendo in dubbio l’autorevolezza di chi è chiamato al ruolo di educatore delle future generazioni".

La Donazzan ha invitato a denunciare all’autorità giudiziaria tutti i fatti negativi che accadono nelle scuole perchè le varie istituzioni scolastiche "devono tutelare il loro personale, evitando intromissioni ed ingerenze da parte di genitori violenti che, con la loro condotta, di certo non rappresentano un esempio da seguire per i propri figli".

A nome della giunta veneta l'assessore all'Istruzione ha rilanciato la battaglia, che auspica "unanime", contro l’uso di ogni droga tra i più giovani. Recentemente la Donazzan, aveva proposto di sottoporre gli studenti della Regione Veneto ai test antidroga per favorire la frequenza scolastica e lo studio attraverso un controllo sulla lucidità e padronanza delle capacità percettive e cognitive degli studenti, perchè la diffusione delle sostanze stupefacenti appare oramai un fenomeno di consumismo disinvolto e l'hashish, la marijuana o altre sostanze sono sempre più consumate dai pre-adolescenti e dagli adolescenti.

Proprio nell'ottica di un contrasto radicale a qualunque droga, anche a quelle che erroneamente vengono definite "leggere", si svolgerà nella mattinata del 19 gennaio 2019 a Verona un convegno dal titolo "Il business della Cannabis sulla pelle dei nostri figli". Tra i relatori figurano l'ex capo delle politiche antidroga del governo Berlusconi, il prof. Giovanni Serpelloni, che interverrà sul tema delle droghe in internet e sul nuovo business della cannabis light, e il giurista del Centro studi Livatino Roberto Respinti, che parlerà del rapporto tra droghe e legislazione.

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