Leone XIV si è presentato al mondo come il Papa dell'unità dopo gli anni delle troppe divisioni. Prevost è chiamato proprio a fare tutto il possibile per preservare l'unità contro le spinte centrifughe. Ad agitare il (poco) sonno del Papa non c'è solo la rottura della Fraternità San Pio X. Anzi, mentre per quest'ultimo dossier qualche spiraglio positivo sembra arrivare dall'ammissione del portavoce vaticano Matteo Bruni al vaticanista britannico Niwa Limbu circa l'intenzione della Santa Sede di "evitare strappi o soluzioni unilaterali" , resta invece caldissimo il fronte della Chiesa tedesca pronta a bypassare Roma per il lancio della contestata Conferenza sinodale. Ieri mattina Leone XIV ha visto il suo successore al dicastero per i vescovi, monsignor Filippo Iannone. C'è da scommettere che sulla scrivania della biblioteca del Palazzo Apostolico sia finita ancora una volta la cartella relativa alla situazione ecclesiale in Germania. Di recente a Stoccarda si è votato affinché questo nuovo organismo possa essere così tripartito: 27 vescovi, 27 membri del Comitato centrale dei cattolici tedeschi e 27 altri fedeli.
Tra questi, peraltro, è stato chiesto di prevedere delle quote rosa e delle quota under 30. La Conferenza sinodale darà dunque un potere deliberativo sugli affari della Chiesa ad una maggioranza formata da laici. Un meccanismo di controllo nelle mani dei laici che persino ad un cardinale ultraprogressista come Reinhard Marx, vero padre del Sinodo tedesco, è sembrato troppo. Anche perché il trasferimento del potere decisionale alla Conferenza sinodale riguarderà anche la gestione della ricchissima cassa della Chiesa tedesca. L'ingresso in una fase così delicata aumenta l'importanza dell'elezione del prossimo capo dei vescovi tedeschi. L'attuale presidente Georg Bätzing ha già annunciato che non si ricandiderà per un secondo mandato, così come fece il suo predecessore Marx. Decisioni che certificano in qualche modo il fallimento della loro gestione negli anni turbolenti del cammino sinodale. Il trono vuoto lasciato da Bätzing dovrà essere occupato dall'uomo che andrà a trattare con Roma per ottenere il placet alla Conferenza sinodale. Nelle diocesi tedeschi è già partito il toto-nomi e la candidatura più forte risulta essere quella di monsignore Franz-Josef Overbeck, vescovo di Essen dai modi felpati ma dalle idee ultraprogressiste.
Incassata la notizia della mancata ricandidatura di Bätzing, l'ambiziosissimo Overbeck si è fatto dare l'incarico di trattare con la Santa Sede per lo statuto della Conferenza sinodale. Gli altri nomi che potrebbero contendergli il posto sono l'arcivescovo di Paderborn Udo Markus Bentz e il titolare della diocesi di Treviri Stephan Ackermann.