Vertice Ue sull'immigrazione. La linea dura di Cameron: "Non accoglieremo migranti"

Il premier britannico: "Daremo il nostro contributo sia dal punto di vista del budget sia sul piano dei mezzi, ma le persone salvate non devono essere portate da noi"

Vertice Ue sull'immigrazione. La linea dura di Cameron: "Non accoglieremo migranti"

Mini vertice ristretto fra i leader di Italia, Germania, Francia e Regno Unito prima dell’inizio del Consiglio Ue straordinario sull’immigrazione.

Nel Palazzo del Consiglio dell’Unione Europea si stanno incontrando Matteo Renzi, Angela Merkel, Francois Hollande e David Cameron. Dopo, i 28 leader inizieranno ad affrontare in sessione straordinaria il tema della gestione dell’immigrazione. La Gran Bretagna intanto ha detto la sua. Il premier britannico David Cameron al suo arrivo nella sede del Consiglio Ue ha spiegato: "La Gran Bretagna darà il suo contributo sia dal punto di vista del budget, sia sul piano dei mezzi, fornendo ad esempio navi ed elicotteri, ma il contributo britannico è subordinato alle giuste condizioni, ovvero che le persone salvate siano portate nei Paesi sicuri più vicini, come l’Italia e che non chiedano asilo nel Regno Unito".

Intanto anche l'Onu è intervenuto sulla vicenda e ha esortato: "I leader europei mettano al primo posto la vita umana, i diritti e la dignità allorché sono chiamati oggi a trovare un accordo sulla risposta comune alla crisi umanitaria nel Mediterraneo". Le Nazioni Unite hanno poi auspicato "una robusta operazione di soccorso guidata dagli Stati, proattiva e adeguatamente finanziata", la "creazione di adeguati canali di migrazione sicura e regolare" e l'impegno ad "accogliere un numero sensibilmente più alto di rifugiati".

Intanto, la marina tedesca potrebbe partecipare in brevissimo tempo con tre navi alle operazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo di fronte alle coste italiane. È quanto scrive l’agenzia Dpa citando fonti militari tedesche. Berlino si è offerta di inviare in direzione dell’Italia la nave di sostegno "Berlino" e le fregate "Karlsruhe" e "Hessen", attualmente impegnate a vigilare le acque di fronte al corno d’Africa in operazioni anti-pirateria. Le navi potrebbero raggiungere la meta in cinque giorni.

Una bozza del comunicato che dovrebbe essere diffuso al termine del Consiglio europeo in corso a Bruxelles, visionata da Reuters, elenca 13 proposte per affrontare i flussi di migranti che cercano di raggiungere l'Europa. Il primo punto della bozza prevede di "rafforzare la presenza dell'Ue sul mare" e "almeno raddoppiare" i finanziamenti per l'operazione Triton, attraverso la quale Frontex pattuglia le coste italiane. Attualmente la missione dispone di un budget di 2,9 milioni di euro al mese e di circa sette navi. Secondo funzionari e diplomatici dell'Ue, le divergenze tra gli Stati significano che il mandato legale di Triton non sarà modificato per renderla un'operazione esplicitamente mirata a cercare e mettere in salvo migranti vicino alle coste della Libia. I comandanti dovrebbero avere però la libertà di scegliere le zone da monitorare per impedire l'ingresso illegale nelle acque territoriali dell'Ue.

Tra le altre proposte ci sono "raid chirurgici" contro le barche che stanno per essere usate da scafisti e altre azioni di intelligence per "distruggere il modello di business" dei trafficanti in modo simile a quello con cui si era affrontato il problema della pirateria al largo della Somalia. I diplomatici di alcuni Paesi hanno insistito tuttavia sul fatto che per questo tipo di azioni sarebbe necessario un mandato del Consiglio di sicurezza dell'Onu, che l'Ue difficilmente potrà ottenere a causa delle tensioni con la Russia, che ha il potere di opporre il veto al Consiglio. Nella bozza si propone anche di aiutare i Paesi che confinano con la Libia a controllare le frontiere, nell'ambito degli sforzi per impedire ai migranti di raggiungere le coste libiche. Infine si fa appello a un nuovo programma di "rapido ritorno" per chi non ottiene lo status di rifugiato in Europa e si propone che funzionari Ue valutino le richieste d'asilo all'estero.

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