Video tagliati e doppiati. Cosa non torna nell'inchiesta di Fanpage

Quarta Repubblica fa le pulci ai due filmati mandati in onda da Fanpage su Fdi e Lega

Video tagliati e doppiati. Cosa non torna nell'inchiesta di Fanpage

C'è uno spezzone identico, in due video diversi. E poi una frase che potrebbe essere stata troncata di netto. E ancora i rapporti tra un esponente della Lega e il "Barone Nero" presentati come idilliaci ma in realtà già ai ferri corti. Cosa non torna nelle inchieste di Fanpage sui Fratelli d'Italia, Fidanza, la Lega, Borghezio e tutto il resto? Se l'è domandato Quarta Repubblica, che ha analizzato passo dopo passo i due filmati mandati in onda a Piazzapulita trovando alcune incongruenze (guarda il video).

La trasmissione parla di "quache dubbio" sorto durante la visione dell'inchiesta, benché la procura di Milano ritenga che i video pubblicati siano fedeli alle 100 ore di girato. Nell'anteprima della prima puntata dedicata a Fratelli d'Italia, ad esempio, si vede il Barone Nero dire: "Se vogliamo prenderci il governo di Milano, ci deve essere spazio anche per noi". Che poi è la stessa frase che viene ripetuta anche nella seconda parte dell'inchiesta, quella sulla Lega. Solo che gli spezzone di video sono montati in maniera diversa. "Quando Lavarini dice 'ci deve essere spazio anche per noi' - si chiede Quarta Repubblica - in che contesto lo diceva? A un evento di Fdi o della Lega? E a chi si riferiva? Non è possibile rispondere".

C'è anche la questione di Mario Borghezio, che nel video sembra poter dare le carte nel Carroccio e che invece è stato ormai messo ai margini della Lega. E poi quella di Angelo Ciocca, presentato come amico del Barone Nero anche se a fine 2020 Lavarini gli aveva mandato in sms in cui lo manda beatamente a fare in c.... Inoltre Ciocca ritiene che una parte del suo discorso sia stato deliberatamente tagliato facendo cambiare il senso della frase. Si tratta del momento in cui, durante un avento elettorale, dice che "c'è solo un modo per difendere la nostra patria, fare cioè quello che hanno fatto i nostri militari nella prima e nella seconda guerra mondiale". Nessun riferimento al fascismo, dice il leghista, ma uno slogan già usato in campagna elettorale. Un modo per dire che bisogna difendere la patria, la cultura e la terra italiana. "Stare in trincea in modo democratico, con la matita".

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