La Vigilanza Rai boccia Foa

I membri di Forza Italia, Pd e Leu non partecipano al voto in commissione: per il giornalista 22 voti contro i 27 richiesti

La Vigilanza Rai boccia Foa

Come previsto Marcello Foa non ha i voti necessari affinché la commissione di Vigilanza Rai ratifichi la sua nomina a presidente, come indicato dal governo e approvato ieri dal consiglio di amministrazione.

Il nome del giornalista aveva incontrato fin dall'inizio il "no" della sinistra - che lo attacca per le sue posizioni - e di Forza Italia che contesta invece il metodo usato dal governo per sceglierlo e in particolare il fatto che l'alleato Matteo Salvini non abbia consultato gli azzurri. Per questo stamattina i membri di Pd, Leu e FI in commissione non hanno partecipato al voto. Al contrario di Fratelli d'Italia che ha invece votato favorevolmente.

Per Foa, quindi, sono arrivati solo 22 voti (e una scheda bianca), contro i 27 necessari - i due terzi dei componenti - per la ratifica della nomina. In realtà avrebbero dovuto essere 23 contando i 14 componenti M5s, i 7 della Lega e il sostegno che è arrivato da FdI. Secondo quanto si apprende in commissione sarebbe stato assente un parlamentare M5s.

"Prendo atto con rispetto della decisione della Commissione di Vigilanza della Rai", dice lui sulla sua pagina Facebook, "Come noto, non ho chiesto alcun incarico nel Consiglio che mi è stato proposto dall'azionista. Non posso, pertanto, che mettermi a sua disposizione invitandolo a indicarmi quali siano i passi più opportuni da intraprendere nell'interesse della Rai".

"Il metodo era sbagliato, il candidato è sato bocciato e, dunque, va cambiato", spiega Maurizio Gasparri (FI). Esulta invece il dem Davide Faraone: "In vigilanza Rai abbiamo bocciato Foa, grande notizia", scrive su Twitter. "Ci sono già dei precedenti", aggiunge poi Federico Fornaro (Leu), "La legge è chiara, la nomina del presidente del Cda è efficace solo on il parere della commissione. Il Cda dovrà prendere atto della bocciatura e nominare un altro presidente. Non si cerchino trucchetti".

Il riferimento è all'ipotesi che Foa possa diventare comunque presidente, dal momento che è il membro più anziano del consiglio di amministrazione.

"Per il momento presiederà come consigliere anziano, non penso proprio che debba dimettersi", dice in effetti Gianluigi Paragone, "Mi auguro che non lo faccia. Questo non vuol dire che è un presidente o un presidente ad interim, quello che succederà si vedrà poi"

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