In Ungheria perde la destra populista di Orbàn e vince l'opposizione di centrodestra. In Italia festeggia il centrosinistra, proiettando il risultato magiaro a segnale per Giorgia Meloni e quello che i leader del campo progressista definiscono l'asse "sovranista" italiano.
Il Pd festeggia al gran completo la vittoria di Peter Magyar, che in Europa con il suo partito Tisza è iscritto al Ppe. La segretaria dem Elly Schlein, in collegamento a Otto e Mezzo, su La7, sorride guardando la piazza stracolma di Budapest, parla di "notizia bellissima" e collega il risultato ungherese anche al voto referendario italiano sulla giustizia. "È finito il tempo dei sovranisti", esulta la leader del Pd. "Quelle che arrivano da Budapest sono immagini meravigliose, emozionanti, il tempo delle destre nazionaliste è finito", insiste Schlein. Che commenta: "Con Orbàn perdono Trump, Meloni e Salvini". E aggiunge: "Con la sconfitta di Orbàn perde quello che è stato il cavallo di Troia di Trump e pure di Putin in Europa". E ancora Schlein: "È finito il tempo delle destre nazionaliste che stanno portando caos, guerre, dazi e recessione economica. È un vento di speranza e di grande richiesta di cambiamento". Dall'opposizione accoglie con entusiasmo la notizia della sconfitta di Orbàn anche Matteo Renzi. "Dopo sedici anni, Orban va Ko. Dopo Canada e Australia, ecco l'effetto Trump anche in Ungheria. Ma non sottovalutiamo anche il tocco magico Meloni, ormai re Mida al contrario. La nostra premier ha sostenuto gli anti europeisti in Polonia, Spagna e Ungheria: per tre volte i suoi protetti hanno perso. Vince l'Europa, perdono i Maga. Ma che splendida domenica!", riflette il leader di Italia Viva.
Dall'ex Terzo Polo c'è anche Carlo Calenda, segretario di Azione. "Una grande giornata per l'Europa e per chi vuole tenere la Russia lontana da noi! Complimenti a Magyar e al popolo ungherese. Avanti. Liberiamo l'Ue dai servi di Putin", è la lettura di Calenda. Per i renziani la capogruppo di Iv al Senato Raffaella Paita esulta: "Con la sconfitta di Orban perdono i sovranisti e vince l'Europa. Crolla l'alleato di Trump, Salvini e Meloni. Vince la democrazia!".
Mentre a rompere il fronte della festa dell'opposizione c'è Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, partito affiliato al popolarismo europeo come quello che ha trionfato in Ungheria. "Siamo fortemente ancorati ai principi ed ai valori del popolarismo europeo e, proprio per questo, riteniamo che la vittoria del conservatore moderato Magyar, espressione del Ppe, sia positiva e sia un tassello importante per continuare a costruire un'Europa più forte", chiarisce l'esponente del centrodestra.
Ma è il Pd a partire in batteria. L'europarlamentare Dario Nardella si unisce al coro: "Affluenza record al 77,8%: un segnale forte di partecipazione e voglia di cambiamento. Ora serve un'alternativa democratica credibile: Péter Magyar può rappresentarla, per difendere stato di diritto, libertà e futuro europeo". "Salutiamo Orban! Viva l'Europa! P.s a breve saluteremo anche i nostri sovranisti", è il messaggio della dem Alessia Morani. Sulla stessa falsariga l'ex ministro Andrea Orlando, della sinistra del Pd: "Orban ha perso. Considerato un modello da Meloni e Salvini, celebrato e sostenuto da Trump. Una buona notizia per l'Europa e per il mondo".
Tra gli europarlamentari, commenta anche l'ex Pd Elisabetta Gualmini, ora tra le file di Azione. "Cominciamo a sognare Instant poll in Ungheria: Magyar al 55%, #Orban al 38%. Forza! Abbattiamo la quinta colonna di Putin nell'Unione europea". "L'Ue dovrà garantire tutto il supporto possibile a Magyar. Meloni ha scelto di sostenere Orban pubblicamente, insieme a Salvini certo, ma insieme a Trump e a Putin. Questa sera la sconfitta è anche della presidente del Consiglio", dice da +Europa Benedetto Della Vedova.
"L'Unione deve essere all'altezza di questo passaggio: più politica, più coraggiosa, più capace di proteggere e promuovere lo Stato di diritto", è l'esortazione di Sandro Gozi, Renew. E non può mancare il commento di Ilaria Salis, da Avs. "Sia l'Ungheria che l'Europa saranno posti migliori senza Viktor Orban. Addio per sempre", è il commiato di Salis.