Leggi il settimanale

Violenza sessuale, aumentano le pene. Critica la sinistra

Il testo cambia da "consenso" a "volontà contraria". La Boldrini: "Irricevibile"

Violenza sessuale, aumentano le pene. Critica la sinistra
00:00 00:00

La Commissione Giustizia del Senato ha stabilito che il testo base del ddl sulla violenza sessuale è quello proposto da Giulia Bongiorno. Le polemiche non sono mancate fin da prima del voto da parte delle opposizioni, compatte nello schieramento contrario. "Molti hanno parlato del mio testo senza leggerlo, altri l'hanno letto e l'hanno deformato", ha detto Bongiorno entrando in Commissione, sottolineando che "per la prima volta in Italia quando non c'è né consenso né dissenso c'è una presunzione di dissenso nei cosiddetti casi di freezing. Quindi una svolta a favore delle donne. Chi dice il contrario, a mio avviso, forse dovrebbe riflettere". Col nuovo testo sono state introdotte pene più alte che arrivano fino a 12 anni (il massimo era 10) nel caso di atti sessuali contro volontà e fino a 13 anni (il massimo era 12) in presenza di aggravanti come violenza, abuso di autorità o minaccia. "Per la Lega le pene non si abbassano mai, se mai si alzano", ha dichiarato l'onorevole Laura Ravetto. "Chi violenta una donna spesso le rovina la vita: una pena minima troppo bassa vuol dire colpirla una seconda volta", ha fatto eco l'europarlamentare Silvia Sardone. "Serve anche la certezza della pena", è la doverosa precisazione dell'europarlamentare Susanna Ceccardi, alla cui voce si è aggiunta quella della collega Anna Maria Cisint: "La sottovalutazione delle aggravanti e la valorizzazione delle attenuanti da parte di chi è chiamato a giudicare ci impone di intervenire con leggi e pene più severe". I capisaldi del testo Bongiorno sono l'aumento di pena, la presunzione a favore della donna nei casi di freezing e il dissenso accertato di volta in volta per mettere al centro "la volontà della donna". Era questo il nodo del patto bipartisan, che Bongiorno rivendica di aver pienamente "rispettato". Al centro delle rimostranze c'è il passaggio dal concetto di "consenso" a quello di "volontà contraria", che per Bongiorno è dettato dalla necessità di superare la presunzione del consenso ed è la soluzione per recepire la Convenzione di Istanbul. "Senza consenso è sempre stupro", si legge in alcuni dei cartelli delle femministe radunate davanti al Senato. Presente anche Non una di meno, che ha minacciato azioni di forza: "Occuperemo anche San Pietro".

Le manifestanti hanno ricevuto la visita di diversi parlamentari, l'onorevole Laura Boldrini definisce quello votato oggi un "testo irricevibile", dichiarando che è "meglio nessuna legge che questa legge". L'inizio dell'esame è previsto in Aula per il prossimo 10 febbraio ma potrebbe slittare a fronte della richiesta di un nuovo ciclo di audizioni da parte delle opposizioni.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica