Virus, Conte firma il decreto: chi potrà andare a lavoro

Il premier vara il nuovo testo: restano aperti gli studi professionali. I prefetti decideranno su impianti a ciclo continuo

Virus, Conte firma il decreto: chi potrà andare a lavoro

Il governo ha partorito l’ennesimo decreto beffa (CLICCA QUI PER LEGGERE IL TESTO INTEGRALE). Dopo aver annunciato (con una inusuale diretta Facebook in tardissima serata) una serrata totale del Paese, adesso si scopre, guardando il documento firmato da Conte, che in realtà tante attività resteranno aperte. Partiamo dai ritardi, sia nelle decisioni che nella comunicazione. L’esecutivo ha infatti fatto sapere che sono pervenute diverse richieste da parte delle aziende. Richieste che sono state “valutate” e che dunque hanno allungato i tempi. Va sottolineato in questo contesto che la stessa Confindustria ha chiesto al premier un confronto perché le chiusure siano compatibili con le esigenze delle imprese.

Stop deciso dai prefetti

E proprio sullo stop agli impianti a ciclo continuo, il governo lascia ai prefetti la decisione di sospendere o meno la produzione: “Sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l'attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all'impianto stesso o un pericolo di incidenti. Il prefetto può sospendere le attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni”, si legge nel decreto.


Che cosa resta aperto

Altro punto spinoso è la chiusura degli studi professionali. Anche su questo fronte il testo lascia ampia libertà ai singoli professionisti. Infatti dal documento emerge che resteranno aperti ad esempio gli studi di studi legali e quelli di ingegneria. Aperti anche i call center, attività finanziarie e assicurative, uffici postali, edicole, ingrosso di carta e agenzie di distribuzione di giornali, riviste e libri, gli alberghi. Insomma di fatto, rispetto alla stretta annunciata dal premier nel corso di una serata concitata come quella di ieri, emergono alcune misure “morbide” che di certo non fermeranno gli spostamenti interni nelle città per chi deve andare a lavoro. Dato stop sono escluse badanti e colf. Proseguono le attività anche le filiere determinanti in questo momento come quelle farmaceutiche. Resta in vigore lo stop alle scuole e ai musei. Esclusi anche dalla serata tutti coloro che operano nel settore per le riparazioni di pc e telefonini. Le disposizioni del decreto saranno in vigore dal 23 marzo al 3 aprile. Le imprese che dovranno bloccare invece la produzione avranno tempo fino al 25 marzo.