In Europa passa la linea Meloni sull'immigrazione. Il Parlamento approva a larghissima maggioranza due modifiche del regolamento Ue sulle procedure di asilo, volte ad accelerare la verifica delle richieste di protezione. La sinistra europea implode: 10 deputati dei socialisti si sganciano dal gruppo e votano con Ppe, Conservatori e Patrioti. I dissidenti sono gli europarlamentari romeni, danesi e maltesi. Non regge il blocco della sinistra italiana.
Il nuovo regolamento Ue accoglie e amplia la lista dei Paesi considerati sicuri, che consentirà di effettuare procedure accelerate per la verifica delle domande di asilo. Ma soprattutto il regolamento Ue sdogana ufficialmente il modello Albania, ossia la possibilità di allestire hub in Paesi terzi per l'esame delle domande di protezione internazionale e asilo da parte degli immigrati.
La vittoria italiana è certificata dalla presenza dei relatori al provvedimento: il meloniano Alessandro Ciriani e la leghista Susanna Ceccardi. Terzo punto chiave è la possibilità per i Paesi di esaminare le domande di asilo in loco. L'Aula ha approvato con 408 voti a favore, 184 contrari e 60 astensioni la relazione dell'eurodeputato di FdI Alessandro Ciriani. Nell'elenco dei Paesi sicuri entrano Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia. Oltre tutti i Paesi (Albania, Bosnia) che hanno fatto richiesta di entrare in Ue. Spetterà infatti al singolo richiedente dimostrare che la procedura accelerata di valutazione del paese di provenienza non dovrebbe applicarsi nel suo caso, a causa di un fondato timore di persecuzione o del rischio di subire gravi danni in caso di rimpatrio. Sarà la Commissione europea stessa a monitorare la situazione nei paesi inclusi nella lista e potrà proporne la rimozione permanente dall'elenco.
Gli Stati membri potranno inoltre designare ulteriori paesi di origine sicuri a livello nazionale, fatta eccezione per quelli rimossi dall'elenco. "Bene il via libera a un provvedimento concreto su cui la Lega ha lavorato a lungo, con l'obiettivo di difendere i nostri confini e rendere gli ingressi più difficili e i rimpatri più veloci e numerosi. Ora al lavoro per ampliare la lista, perché più Paesi sicuri significa meno clandestini in giro a delinquere nelle nostre città", dice al Giornale Susanna Ceccardi, europarlamentare della Lega e relatore ombra per il gruppo PfE in commissione Libe. "Quello di oggi è un report importantissimo, destinato a cambiare le sorti della gestione delle politiche migratorie in Europa. È il frutto di un lavoro della nostra delegazione in piena sinergia con il nostro governo", rilancia il capodelegazione di FdI all'Eurocamera, Carlo Fidanza.
Lega e Fdi rivendicano la vittoria. "Finalmente gli Stati europei potranno procedere a rimpatri più veloci ed efficaci grazie a un nuovo quadro normativo approvato dal Parlamento europeo, che ha preso atto della necessità di contrastare con misure più stringenti il fenomeno dell'immigrazione clandestina", esulta Isabella Tovaglieri della Lega. Mentre il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ricorda: "Il governo Meloni da tempo chiedeva regole chiare per fermare i trafficanti di morte, strumenti comuni e procedure efficaci per gestire i flussi migratori e limitare le partenze illegali. Oggi questa visione diventa condivisa da tutti i Paesi Ue".
Esulta anche il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, che parla di "grande successo del governo italiano, che ha saputo con determinazione e convinzione far valere le proprie posizioni in materia di migrazione in Europa".E la sinistra? Grida al golpe. "Oggi è una giornata drammatica per chi continua a credere nei valori dell'Ue", attaccano Ilaria Salis e gli altri parlamentari europei del gruppo Avs.