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Le voci su Mojtaba. "È curato a Mosca". Schiaffo degli 007: Guida Suprema gay

L'offerta di aiuto da Putin. Il nuovo leader e l'ipotesi di una storia col tutore d'infanzia

Le voci su Mojtaba. "È curato a Mosca". Schiaffo degli 007: Guida Suprema gay
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Formalmente è stato lui a disporre ieri che i funzionari nominati dal defunto padre, l'ayatollah Ali Khamenei, mantengano i propri incarichi. Formalmente è stato lui a nominare proprio consigliere militare Mohsen Rezaei, ex comandante delle Guardie Rivoluzionarie e oggi membro del Consiglio per la salvaguardia degli interessi del regime. Ma Mojtaba Khamenei, 56 anni, Guida Suprema della Repubblica islamica da ormai quasi due settimane, potrebbe non essere più nemmeno in Iran. Ferito a una gamba nel raid del 28 febbraio in cui è stato ucciso il padre, sopravvissuto per pochi secondi solo grazie a un passeggiata fatta in giardino poco prima che i missili piombassero sulla sua residenza, come conferma l'audio di uno degli stretti collaboratori dell'ex Guida Suprema diffuso dal britannico Telegraph. Ma non è tutto. Khamenei junior sarebbe già a Mosca dal 12 marzo per cure mediche. A diffondere l'indiscrezione è il quotidiano kuwaitiano Al-Jarida, che aveva già dato la notizia del ferimento, e secondo cui il nuovo leader iraniano è stato trasportato su un aereo militare e sottoposto a intervento chirurgico in una clinica privata della capitale russa, dopo che Vladimir Putin in persona ha offerto la propria ospitalità durante una telefonata con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. La Russia non è nuova all'accoglienza di dittatori. Lo ha fatto con il presidente della Siria, Bashar Al Assad, e con il leader ucraino Viktor Yanukovych. Ed è probabilmente per evitare ulteriori evasioni che Israele ha distrutto ieri l'aereo di Khamenei padre a Teheran.

La rivelazione sulle cure non è stata smentita da Mosca e il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, si è trincerato in un "no comment". Un silenzio che è di per sé eloquente. E si somma a voci e segnali che continuano a confermare il quadro di un Iran nelle mani delle Guardie della Rivoluzione, in mancanza di una Guida Suprema realmente abile e al comando. Non a caso il kuwaitiano Al-Jarida attribuisce la stesura del primo discorso di Khamenei junior, letto alla tv di Stato il 12 marzo senza che la Guida Suprema si mostrasse in video né che si sentisse la sua voce, ad Ali Larijani, Segretario del consiglio supremo per la sicurezza.

A proposito di indiscrezioni scottanti, a Donald Trump è arrivata inoltre dall'intelligence la soffiata che Mojtaba potrebbe essere gay e che questa era la ragione per cui suo padre temeva non fosse idoneo alla guida del Paese. Il New York Post, che ha diffuso la rivelazione, racconta non solo che Mojtaba aveva una relazione sessuale di lunga data con il suo tutore d'infanzia, ma anche che il presidente americano alla notizia si è fatto una grassa risata e con lui i presenti, uno dei quali avrebbe riso per una settimana.

La Repubblica islamica è una delle più spietate dittature nei confronti degli omosessuali. L'informazione, arrivata agli 007 da tre fonti e considerata plausibile, è a dir poco una beffa per il regime, che reputa illegali i rapporti fra persone dello stesso sesso. Ma è soprattutto un grave esempio di ipocrisia per la teocrazia, che predica sobrietà, parsimonia, rigore morale e accumula beni da miliardi di dollari, conduce doppie vite e riempe di menzogne il popolo, a cui impone costumi morigerati. Mojtaba è sposato e padre di tre figli, uno dei quali è morto nei raid insieme alla madre.

Della nuova Guida, attraverso documenti del Dipartimento di Stato, si sa che si è sposato "relativamente tardi", intorno ai 30 anni, "a quanto pare a causa di un problema di impotenza, trattato e infine risolto durante tre lunghi soggiorni nel Regno Unito". Adesso l'ultima soffiata. Che rompe l'immagine di una dittatura basata da 47 anni sull'uomo forte.

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