"Nessuno deve rimanere indietro". La frase è il motto dei Marines e qualcuno la attribuisce a Ernesto Che Guevara. Ma le parole si attagliano perfettamente anche alla strategia dell'Italia, quando si tratta di riportare a casa un connazionale in difficoltà. Prigionieri politici detenuti senza capi d'accusa come Alberto Trentini e Mario Burlò. Giornalisti arrestati, e qui l'esempio più lampante è quello di Cecilia Sala (seconda foto a destra). Protagonisti di casi giudiziari detenuti all'estero. Inevitabile, dunque, citare Chico Forti (terza foto). Senza dimenticare le vicende, a lieto fine, di Patrick Zaki (prima foto) e Alessia Piperno. Giorgia Meloni, ieri, ha parlato di "impegno discreto ma efficace" del governo nella tessitura della tela diplomatica con il Venezuela per porre fine all'incubo degli italiani incarcerati dal regime di Nicolas Maduro. Concetto ripetuto, il lavoro lontano dai riflettori di esecutivo e funzionari dello Stato, nelle altre occasioni in cui il governo si è trovato a fronteggiare situazioni del genere.
È passato qualche giorno in più di un anno dai flash d'agenzia che annunciavano, come il più bello dei fulmini a ciel sereno, la liberazione di Cecilia Sala. È l'8 gennaio, un mercoledì. La luce, dopo venti giorni di prigionia in una cella nell'Iran degli ayatollah, sorge dopo qualche giorno di insolito silenzio dal battage mediatico che ha accompagnato la detenzione della giornalista, arrestata senza motivo il 19 dicembre 2024. La rarefazione del rumore di fondo, poi l'obiettivo. Negli highlights gli scatti di Sala, al suo arrivo, accolta da Meloni e Tajani e abbracciata dalla famiglia.
Più lunga l'odissea di Zaki, attivista egiziano e studente a Bologna, trattenuto nel suo Paese per quasi due anni. Liberato temporaneamente a dicembre del 2021, il calvario finisce però a luglio del 2023, con la grazia concessa da Al Sisi, dopo le trattative tra Roma e Il Cairo. Zaki rifiuta il volo di Stato e non incontra Meloni, ma l'obiettivo è centrato.
Così come nel caso di Chico Forti, ex surfista in galera per 24 anni negli Usa dopo un processo pieno di ombre. La notizia la dà Meloni direttamente dalla Casa Bianca il 1 marzo 2024, a margine di un incontro decisivo con Joe Biden. Il trasferimento in carcere in Italia è del 18 maggio. Il primo "colpo" della diplomazia italiana, durante questa legislatura, è stato la liberazione della travel blogger Alessia Piperno, incarcerata a Teheran a settembre del 2022 e riportata a casa il 10 novembre, diciotto giorni dopo l'insediamento di Meloni. E Ilaria De Rosa, arrestata in Arabia Saudita e tornata in Italia il 2 novembre 2023.
A febbraio 2024, invece, è stata la volta di Rocco Langone, del figlio Giovanni e della moglie Maria Donata Caivano, sequestrati in Mali nel 2022.Tutti a casa. Come i feriti della strage di Crans Montana trasferiti al Niguarda e i turisti bloccati a Sharm El Sheikh, tanto per citare degli episodi di cronaca recente, diversissimi tra loro. Gli italiani all'Italia.