Povera sinistra Chi di escort colpisce di escort perisce

Le escort sono di sinistra o di destra? E i dossier? Considerando l’aiuto dato alla causa di Repubblica, le prime sembrerebbero di sinistra, anche se le ultime vicende pugliesi potrebbero rilanciare il loro spirito bipartisan. Insomma, se lavorano a destra sono puttane, se esercitano a sinistra sono escort. Sui dossier, invece, non c’è alcun dubbio: per antonomasia sono di destra. E non è un caso se Francesco Rutelli, presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir), solo oggi dichiari: «Basta con la caccia ai dossier». Ma in tutti questi mesi di caccia al premier Rutelli dov’è stato?
La verità è che i dossier sono come le escort, non hanno colore, si vendono al miglior offerente. Solo che cambiando prospettiva, cambia anche la qualità del servizio. Per mesi Patrizia D’Addario è stata il jukebox di Repubblica per colpire Berlusconi, una stella splendente che è riuscita a offuscare fatti e misfatti della sinistra pugliese. A modo suo una vera rivoluzionaria, capace di trasformare il gossip in battaglia politica e oggi nessuno si stupisce se trovi il calendario delle sue foto accanto al poster di Che Guevara. Viceversa le escort sfruttate dalla sinistra sono prostitute anonime, precarie nella vita come nella professione più antica. Mentre la D’Addario registrava i suoi incontri per costruire un residence, le donne usate dalla sinistra non hanno sogni e sono pure ricattate. E per questo fanno meno notizia sui giornali progressisti e inquisitori.
Qualcosa, però, sta cambiando. Qualcosa si è interrotto nel sistema mediatico giudiziario. Qualcosa, dopo mesi di sorrisi complici, ha spento la spavalderia della Repubblica del gossip. Qualcosa capace di rileggere la storia che ci hanno fin qui raccontato, partendo dal caso Boffo alle escort di Bari. Qualcosa che ancora non è stata scritta ma già spaventa. Ed ecco allora spuntare l’allarme dossier. Comincia l’Unità, rispolverando il fantasma del Sifar, Eugenio Scalfari, che conosce bene la materia, parla di killeraggio, Ezio Mauro di strategia della menzogna. Già, perché le rivelazioni di un’escort, per quanto di lusso, sono una testimonianza del giornalismo di inchiesta, la prova della libertà di stampa. La sentenza di Terni è fango uscito dal solito dossier dei servizi. Ovviamente deviati.
Ma qual è il dossier che a sinistra fa, davvero, paura. Il dossier che ancora non c’è. Quello che però potrebbe spuntare da Bari? Il giro di escort, lì, ha preso un’altra piega. La storia, dicono le intercettazioni telefoniche, racconta di due ex assessori della regione Puglia finiti in una nuova inchiesta di sesso e politica. Avrebbero avuto rapporti sessuali con prostitute disoccupate e disperate, pronte a tutto per un impiego pubblico. Lo squallore di una sinistra che predica bene e razzola male, però, non fa più notizia e non può preoccupare più di tanto i navigati soloni democratici. E allora cos’è che spinge Rutelli a dire basta alla caccia dei dossier? Forse è proprio l’altra piega, quella non prevista, che li rende nervosi. È come se avessero creato un mostro capace di liberare tutti i loro scheletri nascosti e non riuscire più a controllarlo. È la sindrome del dossier nel ventilatore.
L’inchiesta delle feste al Quirinale dei figli di Leone furono il pilastro della campagna che spinse alle dimissioni il presidente della Repubblica. Oggi di quel libro di Camilla Cederna tutti si vergonano e tutti gli chiedono scusa. Forse la sinistra dovrebbe imparare a chiedere scusa prima che sia troppo tardi. Soprattutto per se stessa.

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