L’Italia paga sempre più pensioni fuori dai confini nazionali e, insieme ai numeri, cambia anche la geografia delle destinazioni. Nel 2025 gli assegni Inps di regime internazionale liquidati all’estero arrivano a 675 mila, con un +1,3% sul 2024 che segna — nelle parole dell’Istituto — “un’inversione di tendenza” rispetto agli ultimi anni. Un dato che torna centrale proprio mentre al Senato si discute un disegno di legge pensato per favorire il rientro fiscale dei pensionati da Paesi extra Ue verso piccoli comuni delle aree interne, attraverso incentivi mirati.
675 mila pensioni e inversione del trend
A fotografare l’andamento è Gianfranco Santoro, direttore Studi e Ricerche Inps, intervenuto in audizione sul provvedimento in esame. Il perimetro è quello delle pensioni di regime internazionale, salite nel 2025, come anticipato, a quota 675 mila. L’incremento dell’1,3% sul 2024, ha sottolineato Santoro, rappresenta un cambio di direzione rispetto alla dinamica degli anni precedenti, e riporta l’attenzione su un flusso stabile di pagamenti previdenziali che continua a uscire dall’Italia.
Il segmento interessato dal provvedimento
Dentro quel totale, Santoro ha evidenziato un segmento specifico, quello che “immaginiamo potrebbe essere interessato dal provvedimento”: le pensioni oltre i 25.000 euro, che valgono circa il 27% del complesso delle pensioni di regime internazionale. Un dato che, nella lettura dell’Inps, aiuta a circoscrivere la platea potenziale di chi potrebbe valutare un rientro indotto da incentivi fiscali legati al trasferimento della residenza.
Dove finiscono gli assegni più alti
Sempre secondo Santoro, quando si guarda a questa fascia sopra soglia emerge un punto netto: “tre su quattro” degli assegni oltre i 25.000 euro sono pagati in Paesi extra Ue, con una distribuzione che include aree come Nord America, Oceania, Europa e Stati non Ue. È un passaggio rilevante perché si intreccia direttamente con l’impostazione del disegno di legge, che riguarda i pensionati che trasferiscono la residenza fiscale da Paesi non appartenenti all’Unione europea.
La nuova mappa 2018–2025
Il confronto tra 2018 e 2025 mostra spostamenti marcati nelle destinazioni: a fronte di una riduzione del 40% dei pensionati che ricevono il pagamento negli Stati Uniti, e di cali “di oltre il 50%” in Australia e Canada, si registra una crescita “molto importante” verso altri Paesi. La Spagna sale del +75% e “costituisce la destinazione di gran lunga preferita”; il Portogallo cresce del +144%, “anche se recentemente ha ridotto la sua attrattività con il venir meno degli incentivi”; la Tunisia segna un +255%, l’aumento più forte tra quelli citati. Sul disegno di legge in discussione, Santoro ha affermato che la norma “non produce effetti negativi per la finanza pubblica”, perché gli effetti positivi sarebbero in grado di compensare eventuali “modesti” effetti negativi sul tendenziale.
E in chiusura ha richiamato l’attenzione anche su un altro fronte: i giovani italiani espatriati, che — ha detto — potrebbero contribuire in modo “ancora più incisivo e strutturale” al ripopolamento e alla rivitalizzazione economica e sociale delle aree interne del Paese.