In procura la strage di San Benigno

Dopo oltre 60 anni i magistrati potrebbero tornare ad occuparsi della strage di San Benigno, a Genova, nella quale morirono forse duemila persone che per sfuggire ai bombardamenti alleati si erano rifugiate nelle gallerie in cui i tedeschi avevano stivato esplosivi e munizioni.
La direzione del mensile «Storia in rete» ha infatti segnalato alla procura presso il tribunale militare di Torino, competente territorialmente, e alla procura presso il tribunale penale e civile di Genova quanto pubblicato dallo storico Luciano Garibaldi nel fascicolo di febbraio sulla strage di San Benigno che causò a Genova, il 10 ottobre 1944, un numero incalcolabile di morti.
«Secondo una indagine condotta per anni, ed ora data alle stampe, dal ricercatore genovese Raffaele Francesca - scrive Storia in rete - avrebbe dovuto trattarsi di uno dei tanti attentati partigiani contro gli occupanti tedeschi. Finì per diventare una delle più gravi stragi di civili di tutta la guerra. In una delle gallerie che correvano sotto la collina di San Benigno i nazisti nascondevano infatti un gigantesco deposito di esplosivi, ma nelle altre gallerie si erano rifugiati circa duemila genovesi per sfuggire ai bombardamenti angloamericani. Quella mattina - ricostruisce Storia in rete - i partigiani entrarono in azione. Ma qualcosa andò terribilmente storto. E da allora, dopo il grande botto, sulla strage è calato un assordante silenzio. Che adesso la magistratura è stata invitata a rompere».

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