Marta Ottaviani
Europa sempre più «inquilina» dello spazio grazie al Progetto Galileo. Ma cosè esattamente il Progetto Galileo? Si tratta di un sistema di navigazione satellitare, nato dalla collaborazione fra lUnione Europea e lAgenzia spaziale europea; suo obiettivo è integrare e sostituire progressivamente il Global positioning system (GPS), il sistema di navigazione satellitare americano. Come si legge dal sito della Commissione Europea, «è cruciale avere una scelta indipendente dal Global positioning system. Lo richiede anche lallargamento del mercato della navigazione satellitare. Per la richiesta di copertura totale potrebbe non bastare un singolo sistema». Inoltre Galileo «mira a garantire lindipendenza delle economie europee dai sistemi americani e russi, che potrebbero negare laccesso agli utenti civili in qualsiasi momento e per accrescere sicurezza e affidabilità». La differenza fondamentale rispetto allo statunitense Gps e al russo Glonass, sistemi finanziati e gestiti da enti militari, è che Galileo è completamente sotto controllo civile, nello specifico quello dellAgenzia spaziale europea.
Secondo i piani di Bruxelles, entro il 2008 verranno lanciati nello spazio 30 satelliti, che saranno posti in orbita a circa 23mila chilometri e che saranno controllati da una rete di stazioni a terra in grado di garantire una copertura mondiale. I primi segnali di trasmissione saranno attivi fin da questanno.
LUcraina è il terzo Stato non aderente allUnione Europea a entrare nel programma. Prima di lei hanno già aderito Paesi del calibro di Israele e Cina. Presto anche lIndia farà il suo ingresso, mentre sono attivi negoziati con altre nazioni, fra cui Argentina, Canada, Australia e Brasile.
Il sistema di navigazione costerà in questa fase oltre 3 miliardi di dollari. Sarà finanziato per un terzo dai Paesi che hanno aderito. I rimanenti due terzi verranno coperti da sponsor privati. Il suo quartier generale sorgerà probabilmente in Germania, a Ottobrunn, vicino a Monaco di Baviera.
Non mancano dubbi da parte degli Stati Uniti. Le autorità americane temono infatti che linterazione fra i due sistemi potrebbe rivelarsi incompatibile. Gli Usa hanno anche definito la creazione di un sistema di navigazione satellitare parallelo a quello esistente «non necessario».
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