La provocazione Paolucci: «Soldi dannosi per la cultura»

IPOCRISIA Quei sindacati che oggi si sbracciano a sostegno dell’arte sono gli stessi che l’hanno condotta al fallimento

I fondi pubblici? Inutile stracciarsi le vesti per un loro possibile taglio: nella difesa dei Beni culturali vale di più la cultura. In fondo, «l’Italia non è mai stata così bella come quando era povera». Una tesi che in bocca a chiunque suonerebbe oggi ai vari direttori degli enti culturali che rischiano di vedersi decurtare i finanziamenti come una presa in giro; ma queste sono le parole di Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, ex sovrintendente per il Polo Museale di Firenze ed ex ministro dei Beni culturali dal ’95 al ’96 con il governo tecnico di centrosinistra di Lamberto Dini. E, quindi, le cose cambiano. «Il pericolo più grave - ha dichiarato ieri Paolucci a margine di un convegno - è l’incultura dominante di oggi, molto più dei soldi che vanno e vengono; ma la cultura, l’educazione, l’informazione, la scuola, quando non ci sono più, non tornano indietro». «I soldi nei Beni culturali - ha spiegato Paolucci - hanno fatto quasi sempre disastri. L’Italia non è mai stata così bella come quando era povera. Basti pensare a ciò che è successo dal 1950 a oggi, quando si è costruito nove volte di più, in nome della valorizzazione e dello sviluppo, di quanto non fosse mai stato costruito dal 500 avanti Cristo al 1950».

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