In Puglia decidono i pm: Vendola indagato

Irrompe la procura nella campagna elettorale già aperta e alla vigilia
delle primarie del centrosinistra di domenica prossima. Il
governatore uscente sotto inchiesta per concussione sulla nomina di un
primario. Nei guai per una telefonata all'ex assessore alla sanità, ora senatore democratico

Bari Concussione: con questa accusa il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, portavoce nazionale di Sinistra e libertà e candidato alle primarie del centrosinistra fissate per domenica prossima, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Bari. È l’ennesima bufera politico-giudiziaria che scoppia attorno alla sanità pugliese, già affossata da una valanga di debiti e travolta da una serie di scandali finiti al centro di diverse inchieste.
La vicenda in cui è coinvolto Vendola riguarda un posto da primario nel reparto di Neurologia dell’ospedale Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari. Il nome del governatore spunta in un rapporto consegnato dai carabinieri al magistrato, il sostituto procuratore antimafia Desirée Digeronimo. In quel dossier gli investigatori fanno riferimento a una telefonata che risale alla primavera del 2008, quando il governatore chiamò l’assessore regionale alla Sanità dell’epoca, Alberto Tedesco, attualmente senatore del Pd. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Vendola avrebbe chiesto spiegazioni sulla mancata nomina a primario di un professionista molto stimato, con numerosi titoli accademici, docente alla Harvard School di Boston e poi rientrato in Puglia. Il governatore – è la ricostruzione dei carabinieri - sospettava che sulla mancata nomina avesse in qualche modo pesato un intervento proprio di Tedesco, il quale si sarebbe lamentato delle pressioni ricevute sul nome di quel medico; Tedesco, però, avrebbe negato qualsiasi interferenza spiegando l’esclusione solo con motivi professionali. Il colloquio è finito nel rapporto dei carabinieri, che a novembre lo hanno trasmesso in Procura. Vendola era stato ascoltato per quattro ore come persona informata sui fatti dal pm già il 6 luglio scorso. In quella circostanza il magistrato avrebbe chiesto spiegazioni proprio su quella telefonata, e il governatore avrebbe respinto qualsiasi accusa.
Nell’inchiesta figurano quindici indagati accusati a vario titolo di associazione per delinquere, corruzione, concussione, falso, truffa, illecito finanziamento ai partiti e voto di scambio. Il personaggio chiave è considerato Alberto Tedesco: secondo gli investigatori il senatore del Pd - che si dice innocente - sarebbe stato il collegamento tra mondo degli affari e politica. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno acquisito una valanga di carte. Tra i documenti spulciati dagli investigatori ci sono anche i bilanci presi nelle sedi pugliesi di varie formazioni del centrosinistra. Gli accertamenti non sono conclusi. Nell’inchiesta figurano numerosi filoni, uno dei quali riguarda un presunto intreccio a doppio filo tra la politica e il mondo degli appalti, un rapporto torbido che potrebbe aver condizionato l’affidamento di determinati lavori.
Pochi giorni fa la sanità pugliese è stata travolta da un altro scandalo: la guardia di finanza ha infatti posto ai domiciliari l’ex direttore della Asl di Bari, Lea Cosentino, nota come “lady Asl”, accusata di peculato e falso.
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