Quando i crimini dei vinti sono superati dai vincitori

di Giovanni Pastine

Vogliate far pervenire a Pierfranco Malfettani, che conosco e stimo, i miei ulteriori attestati di stima per il documentatissimo articolo sui bombardamenti effettuati su Novi Ligure che non mancherò di precisare in mia opera storica in avanzata elaborazione. Penso che, prima o poi, dovremmo deciderci a chiamare i crimini commessi dai vincitori della seconda guerra mondiale, grandi e piccoli, veri o sedicenti tali, con il loro vero nome. Riterrei di pessimo gusto il proporre un «processo» della Raf o della Usaaf; ma il giudizio della storia, fermi restando nella loro realtà i crimini commessi dai vinti, potrebbe farci scoprire che, almeno nel numero di morti ammazzati o di individui fatti scomparire, i vincitori possono averli anche superati. Senza contare non pochi inquietanti e controversi episodi ancora da chiarire.
Rimanderei poi il dottor Elio Rosi, che ha avuto il coraggio di scrivere quello che ha scritto, a quanto da me già scritto in proposito sul mio «Fuoco sulle montagne verdi» (De Ferrari editore) su testimonianza di individuo nativo di Belnome, località dirimpettaia della tragica Vesimo per ulteriori notizie sul tristissimo fatto.

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