Leggi il settimanale

Quando le pubblicità sono opera d'arte. Cent'anni di storia attraverso la Rai

Il centenario della concessionaria Sipra in Triennale: "La più longeva d'Europa"

Quando le pubblicità sono opera d'arte. Cent'anni di storia attraverso la Rai
00:00 00:00

Se è utile ricordare che la televisione è stata la prima antenata dello smartphone, va anche detto che la pubblicità è stata assai diversa. L'occasione per cogliere più di una sfumatura fra locandine, slogan e spot è data dalla mostra "Nello spazio di un secolo" allestita in Triennale fino al 7 giugno (ingresso gratuito).

Si celebrano i cento anni della concessionaria Rai di pubblicità, Sipra. E ci si tuffa nel passato di intere generazioni di italiani. Le réclame di prodotti e oggetti, quando sono frutto di intuizioni creative, non solo influenzano la crescita sociale ed economica di un Paese ma si fanno ammirare di per sé, quasi come opere d'arte.

Diversi artisti hanno prestato la loro matita alla comunicazione innovativa progettando locandine che somigliano a quadri, come l'immagine a pastelli che Ferdinando Depero ha dedicato al Tamarindo Erba. O il manifesto pubblicitario del quotidiano L'Ambrosiano di Mario Sironi. E fu infatti il movimento Futurista a promuovere l'unione tra arte e pubblicità.

La mostra è curata da Peppino Ortoleva, storico della comunicazione e della società, con Giuliana Galvagno, docente all'Università di Torino, si articola in quattro sezioni (i media, i mercati, i pubblici e il futuro) e presenta opere d'arte originali, documenti d'archivio e installazioni immersive. Assai ricercato l'apporto dell'artista Yosuke Taki, che nella sezione "I mercati, i protagonisti" offre una potente metafora: una Natura che cerca di "riposizionare il proprio brand", evocando responsabilità e sostenibilità.

Tra i materiali, contributi dalle Teche Rai e dall'Archivio Cinema Impresa, oltre a una selezione di spot premiati, in un dialogo tra arte, industria e linguaggi visivi. I decenni sono raccontati in box dedicati a sei generazioni di italiani; quello del "Carosello" segna anche il passaggio dalla televisione dal bianco e nero al colore.

"E sono proprio i colori che hanno iniziato a influenzare l'universo sensoriale dei consumatori - ha spiegato Ortoleva - La somma delle tinte artificiali degli spot non dà nero ma bianco, perché si tratta di colori più vivaci e brillanti".

L'amministrazione delegato di Rai pubblicità, Luca Poggi ha riassunto il senso della mostra: "Oggi celebriamo i 100 anni della più longeva concessionaria di pubblicità in Europa. Il senso del percorso è quello di parlare di noi stessi ma anche del mercato italiano della comunicazione che abbiamo contribuito a costruire, osservando come si sono evolute le società e i linguaggi in questo secolo".

Il percorso si

conclude con l'opera profetica, "R.U.R" di Enrico Prampolini, del 1928, che descrive un futuro di macchine e con una sala interattiva dove poter scrivere su grande schermo le nostre "parole per il domani". Cosa ci serve davvero?

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica