Il quartiere Leumann diventa il set per ambientare le storie di Nick Hornby

Dietro ai cancelli e all'ingresso fiabesco del villaggio di Collegno alle porte di Torino, c'è il progetto visionario di Napoleone Leumann, imprenditore di origine svizzera

Il quartiere Leumann diventa il set per ambientare le storie di Nick Hornby

Dietro ai cancelli e all'ingresso fiabesco del villaggio di Collegno alle porte di Torino, c'è il progetto visionario di Napoleone Leumann, imprenditore di origine svizzera. Tanto che quando muore, il suo necrologio recita: «Due erano gli ideali a cui indirizzò in particolar modo la sua opera: il benessere fisico e morale dei suoi dipendenti e l'educazione e l'istruzione dei loro figli. Per ottenere il primo era necessario pensare a migliorare le condizioni igieniche».

Il magnate del tessile trasferisce la sua azienda a Torino approfittando delle agevolazioni fiscali e degli sconti che la città decide di concedere sui terreni. E da lì nasce l'avventura della cittadella, conclusa agli inizi del Novecento dall'ingegner Pietro Fenoglio. Ci abitano un migliaio di persone tra operai, impiegati e relative famiglie: in tutto si snoda in 60 villini e 120 alloggi, ciascuno provvisto sin dal principio di servizi igienici e un giardino condiviso al piano terreno.

Attorno alle abitazioni vengono gradualmente realizzati anche gli edifici necessari ad una piccola comunità: la scuola elementare, la palestra, i bagni pubblici, una chiesa, una cooperativa alimentare, una piccola stazione ferroviaria, un albergo e il Convitto delle Giovani Operaie. Inoltre, all'interno dello stabilimento ci sono la mensa ma anche un ambulatorio, un asilo nido, un ufficio postale e un circolo sportivo.

Pur essendo di religione calvinista, Napoleone Leumann vuole dotare il villaggio di una chiesa, dedicata a Sant'Elisabetta, ed è una delle pochissime chiese al mondo, forse l'unica, realizzate in stile Liberty . Il villaggio è ancora abitato da alcuni ex dipendenti del cotonificio Leumann e, complessivamente, da circa un centinaio di famiglie. Recentemente è stata recuperata parte della cancellata metallica che un tempo circondava l'intero stabilimento, ma che fu requisita dal governo fascista durante la seconda guerra mondiale. Nel 2019 sono anche cominciati i lavori per il prolungamento della metropolitana di Torino. Il villaggio è anche finito sul grande schermo perchè è stato il set del film «È nata una star?» diretto da Lucio Pellegrini e tratto dal racconto di Nick Hornby.