Quel gettone di presenza da pagare o no

Caro Direttore, non per polemica, ma per precisione, sul gettone di presenza nel Municipio Levante vorrei dire la mia: prima delle votazioni sul parere del regolamento per il Decentramento, la commissione aveva proposto un ordine del giorno votato sia dalla maggioranza che dalla minoranza; ho preso la parola per stigmatizzare che non ero favorevole al gettone di presenza nelle commissioni; tenga presente che ogni commissione è composta da circa 10 componenti più il presidente che moltiplicato per 50 euro costano alla collettività 550 euro per ogni seduta. Per verità il Pdl si è unificato ma guarda caso ha lasciato in commissione sia il rappresentante di Forza Italia che quello di An (questo la dice lunga). Queste commissioni durano di media un’ora e vengono proposte in numero sempre maggiore tanto è vero che alcuni rappresentanti di partiti che sono presenti in tutte e tre le commissioni hanno accumulato il massimo di gettoni consentiti (17) raggiungendo la cifra lorda di euro 850 lordi mensile superiore a quanto viene dato ai tre assessori (euro 800 mensili). Mi sono congratulato con il Consigliere Comunale Manuela Cappello che aveva bocciato l’aumento del gettone di presenza per i consiglieri comunali e di conseguenza per quelli municipali, cosa che feci anch’io nel 2001 quando ero consigliere comunale con la lista civica Genova Nuova di Sergio Castellaneta. La mia richiesta è stata intelligentemente fatta propria dalla minoranza che ne ha stilato un documento da essere votato. La maggioranza senza dubbio mal guidata prima ha chiesto 5 minuti di sospensione del Consiglio indi ritornando ha creduto bene posporre questa istanza all’ultimo punto della seduta senza pensare che a quel punto era più logico fare un documento comune con la minoranza e dare alla cittadinanza un segnale positivo e far notare che non tutti i politici sono attaccati al vile danaro.
L’ordine del giorno è stato da me sottoscritto rispecchiando il mio punto di vista. Quando si è trattato di votare l’odg della minoranza, la maggioranza ha lasciato l’aula sospendendo di fatto la seduta non essendoci più il numero legale. Il Presidente che avrebbe potuto benissimo rimanere alla Presidenza sino al termine non essendoci il numero legale ha lasciato l’aula dicendo che si voleva spaccare la maggioranza.
Veda caro Direttore l’uscita dell’articolo del suo giornalista in cui dice voto populista bipartizan non è giusto, per me era ed è un voto moralista che è tutt’altra cosa.
L’odg della maggioranza del 2 marzo rispecchia un modo di fare del tipo comunista, pieno di demagogia e senza fini utili, sarebbe stato votabile se prima non si avesse strumentalizzato gli emolumenti del presidente e degli assessori che in municipio lavorano a tempo pieno, secondo se la proposta non fosse stata subordinata «Tutto ciò potrebbe essere fattibile a condizione che analoga iniziativa venga intrapresa e attuata da tutti i componenti politici del Comune di Genova a cominciare dalla Sindaco, così tutti noi daremmo un segnale tangibile del risparmio della politica ed un esempio di rigore ai cittadini». Sembra che i relatori di questo odg vengano da Marte senza conoscere quello che sta succedendo. Il segnale doveva partire dal Municipio Levante gli altri facciano quello che più gli aggrada.
La storia è finita con una votazione di 11 contro 11 sia per odg di maggioranza che quello di minoranza un’altra sconfitta per le persone serie e una conferma che i politici sono tutti uguali ed entrano in politica solo e solamente per trarne vantaggi. Grazie della cortesia.
*Consigliere Municipio Levante Lista Biasotti
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