Quelle fabbriche di scandali falsi

RECORD I due giornali di punta del gruppo Murdoch i più sanzionati dalla commissione disciplinare

Quelle fabbriche di scandali falsi

Se in Gran Bretagna un cittadino deve protestare per un qualsiasi torto subìto dalla carta stampata, non va all’Ordine dei giornalisti britannici - che non esiste - ma alla Pcc: Press Complaints Commission (commissione per i reclami della stampa), organismo di autoregolamentazione finanziato dalle industrie editoriali che approfondisce, decide, sanziona. Nelle prossime settimane parecchio lavoro attende la commissione sul caso delle intercettazioni illegali del News of the World. Una testata che la Pcc conosce molto bene: è infatti il giornale nazionale che detiene il record (13) di sentenze negative a proprio carico. Nessuno è al livello del Notw, né fra le riviste né tra i quotidiani a diffusione locale. Al secondo posto c'è un altro foglio pubblicato da Murdoch, il Sun, campionissimo di vendite (quattro milioni di copie ogni giorno, quasi come l’intero mercato italiano dei quotidiani). Il Sun è a quota 7, alla pari con un altro tabloid, il Daily Mirror.
Le denunce alla Pcc a carico del Notw sono centinaia, alcune anonime, la maggior parte con nome e cognome. Il gossip fa la parte del leone: personaggi che si lamentano perché gli hanno attribuito una relazione sentimentale inesistente o sono stati fotografati senza permesso e con l’inganno, ma anche gente comune accusata falsamente di pedofilia e di aver fatto cose mai commesse.
L’attrice Ashley Judd protesta per un articolo «scorretto», la duchessa di York è stufa di essere perseguitata dai fotografi, la compagnia Eurostar nega di aver fatto pagare 900 sterline un biglietto ferroviario da Ashford a Parigi anche se si trattava di andare alla finale della coppa del mondo di rugby mentre il numero uno del Commonwealth, Lord Malloch-Brown, smentisce di aver chiesto la scorta armata davanti alla sua residenza lungo Whitehall.
Ma c’è anche l’impiegato che non voleva essere immortalato mentre lavora, la mamma che difende il figlio mai sospeso dalla scuola, il padre accusato ingiustamente di aver abbandonato i bambini. Tra quelli per i quali la Pcc ha ufficializzato il torto del Notw c’è uno dei personaggi preferiti dal settimanale e più redditizi in termini di copie, Paul Burrell, il chiacchieratissimo ex maggiordomo di fiducia di Lady Diana.
Trucchi, disinvoltura, assenza di verifiche, spregiudicatezza, faciloneria: sono gli ingredienti di quella miscela che fa vendere i giornali di Murdoch. Sullo scandalo di questi giorni, tuttavia, la Pcc non è ancora formalmente intervenuta. A essa si sono già rivolti sia il garante della riservatezza sia il Guardian, il giornale che ha portato alla luce il caso: la commissione ha fatto sapere che investigherà «ogni ulteriore trasgressione» del domenicale «senza ritardi». L’organismo sarebbe in attesa di conoscere i risultati dell’inchiesta avviata da una commissione del Parlamento britannico sul comportamento del Notw che per i prossimi giorni ha convocato i vertici di News International.
Il problema, fanno sapere fonti qualificate della Pcc riportate dal Guardian, è che la commissione non ha l’autorità per obbligare i manager del gruppo Murdoch a rispondere, essendo un organismo non ufficiale privo di poteri investigativi veri e propri e che agisce soltanto su denuncia: per questo la Pcc non sospettava nulla quando due anni fa furono arrestati Goodman e Mulcaire. E in seguito la sua azione fu tutt’altro che incisiva: nel momento in cui decise di aprire l’istruttoria sul caso, il direttore del Notw Andy Coulson si era già dimesso dalla News International e non poté essere convocato, mentre il suo successore e attuale numero uno, Colin Myler, disse che non sapeva nulla.
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