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Questa volta i moderati non perdonano la sconfitta

Questa volta è davvero chiaro che i milanesi di centrodestra, o vicini al centrodestra o semplicemente delusi da Sala, non potrebbero perdonare ai colonnelli la sconfitta in una battaglia che può ovviamente essere persa

Questa volta i moderati non perdonano la sconfitta
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Adesso che Letizia Moratti ha sparato il colpo di pistola che dà il via alla corsa del verso Palazzo Marino, non ci sono più scuse. Si era detto che per cercare un candidato fosse meglio aspettare la fine dell'Olimpiade, vedimai che tagliato il nastro e spenta la fiaccola il sindaco Giuseppe Sala non manifesti l'intenzione di lasciare prima del tempo. Non era pensabile e così non è stato. Ora tocca al referendum per la riforma della giustizia, poi ci sarà Pasqua e i primi tepori che portano all'estate. Tutte contingenze che potrebbero indurre il fronte dei moderati a palleggiare pigramente, rimandando la decisione all'arrivo dei primi freddi. Una scelta tattica, ma non lungimirante. Soprattutto se, come sembra, il centrodestra sta guardando alla società civile. Perché se, come è già successo l'altra volta, alla fine la folta pattuglia dei pretendenti, timorosa di perdere o guadagnare troppo poco, si dileguerà, sarà difficile dopo aver suonato per mesi la grancassa, spiegare agli elettori che un eventuale candidato politico non è un ripiego, ma la scelta migliore. Così come questa volta è davvero chiaro che i milanesi di centrodestra o vicini al centrodestra o semplicemente delusi da Sala (e sono tantissimi), non potrebbero perdonare ai colonnelli la sconfitta in una battaglia che può ovviamente essere persa, ma dal centrodestra deve essere giocata con tutte le sue migliori energie.

Basti pensare alle piste ciclabili, al blocco dell'edilizia e alla sicurezza in città. Altrimenti questa volta (e sarebbe la terza) il milanese pur moderato, s'arrabbia davvero. E al momento di votare politiche e regionali potrebbe ricordarsene.

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