Sentite Renzi: “Dentro il Movimento 5 stelle c'è un dibattito, come è normale che sia, visto che il passato ci divide dal ‘nostro' Draghi ai loro decreti sicurezza. Ma è lo stesso clima che c'è tra i nostri sostenitori rispetto all'alleanza con loro. In questi casi gli aspetti personali non contano: faccio politica e so che il centrosinistra unito vince, il centrosinistra diviso perde. La matematica ha le sue regole. Chi divide oggi il centrosinistra regala il Quirinale a Meloni e ai sovranisti: io non accetterò mai di essere complice di questa follia”. Sono veramente dispiaciuto, perché ritenevo - ho ritenuto - Renzi un buon politico capace di andare oltre la tattica politica. Ma pensare che Italia Viva, cioè i riformisti o presunti tali, siano pronti ad allearsi con i grillini solo perché bisogna togliere il Quirinale alla Meloni… beh: è veramente un gioco triste. Il cui risultato sarà uno solo: magari impedire al centrodestra di eleggere il Capo dello Stato, ma al tempo stesso consegnando il Paese - per l’ennesima volta - all’instabilità di una coalizione che non è in grado di mettersi d’accordo prima su cosa fare. Figuriamoci dopo, quando ci saranno pure da spartire le poltrone.
Ho letto pezzetti del discorso riservato da Papa Leone XIV agli Scout d’Europa, di cui faccio indegnamente parte. Siamo l’unica associazione italiana cattolica a educare bambini e bambine, ragazzi e ragazze, separatamente. Divisi maschi e femmine, preparando l’incontro tra i sessi in maniera “autentica e consapevole”. "Esplorare in questo modo le caratteristiche fondanti dell’essere donna e dell’essere uomo è una dinamica propedeutica all’incontro autentico e consapevole con l’altro, - ha aggiunto Leone XIV - che può favorire la reciproca maturazione. La formazione di buoni cristiani e buoni cittadini rappresenta il fine del metodo scout, realizzato attraverso l’intesa pedagogica dei capi con ogni ragazza e ragazzo nelle varie tappe del percorso”. Un bel riconoscimento.
Un altro punto è molto importante, quello che riguarda l’Europa. La promessa dell’Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici - FSE recita: “Prometto sul mio onore di fare del mio meglio per servire Dio, la Chiesa, la Patria e l’Europa”. Un messaggio potentissimo, ma che non guarda a Bruxelles. Guarda ad altro. Parla di un europeismo sincero, fatto “non a livello politico, ma culturale, rinnovando l’impegno a costruire un’Europa dei popoli, non solo degli affari, unita dai più alti valori dell’umanesimo cristiano".
Qualcuno spieghi a Angelo Bonelli che Edy Rama, il premier albanese di cui è diventato acerrimo nemico, sarebbe in teoria un socialista. Uno de sinistra.
Volete sapere perché la pallavolo italiana macina successi al contrario del calcio e della pallacanestro? Perché fa un lavoro stupendo con i giovani. Davvero stupendo. Vi basti sapere che è appena stato siglato un accordo per portare il volley negli oratori, che sono una delle maggiori realtà di avvicinamento dei ragazzi allo sport. Bravi loro.
Quando Péter Magyar ha battuto Viktor Orbán in Ungheria, Elly Schlein ha detto: “È una bellissima notizia. Il tempo dei sovranismi e delle destre sovraniste è finito. Hanno vinto la libertà, la democrazia e la voglia d’Europa”. Ora. Sapete cosa ha detto oggi Magyar? Che intende modificare la Costituzione a suon di maggioranza al fine di destituire il presidente della Repubblica. Ora. Tamas Sulyok non è un santo ed è ovviamente legato al regime precedente, come in tutte le democrazie (anche Mattarella è legato al “precedente” parlamento che l’ha eletto). Però minacciare di modificare la Carta per cacciare un signore nominato secondo regole, anche se non ci sta simpatico per mille motivi, non è un atteggiamento molto democratico. O meglio: se ha la maggioranza è libero di farlo. Ma provate a immaginare cosa sarebbe successo se Meloni, forte della sua vittoria alle elezioni nel 2022, avesse tentato di modificare la Costituzione a maggioranza per cacciare Mattarella. Sarebbe venuto giù il mondo, giustamente. Qui da noi se solo pensi di sfiorare la sacra Carta, subito ti accusano di fascismo. E invece, visto che Magyar nella narrativa progressista, pur essendo un destro, è diventato magicamente il paladino degli europeisti, ecco che nessuno si lamenterà per questo suo colpo di mano.
Stupendo sondaggio di Youtrend che chiede agli italiani quale partito voterebbero se fossero ancora operativi i partiti della Prima Repubblica. Risposta: vincerebbe il partito comunista, seguito dalla Dc. Exploit del Partito Liberale, che sarebbe intorno al 9%. Idea simpatica. Che ci dice tre cose. Primo: l’opera di demonizzazione della Democrazia Cristiana ad opera degli esegeti di Mani Pulite evidentemente non ha intaccato del tutto l’attrattiva ipotetica dello scudo crociato. Secondo: l’elogio (in larga parte infondato) dei grandi media del Partito Comunista Italiano ci ha portato al paradosso per cui la maggioranza degli elettori di oggi voterebbero per il Pci, roba da far accapponare la pelle. Terzo: il MSI sarebbe molto più indietro di Fratelli d’Italia, il che dimostra come Meloni sia riuscita ad andare ben oltre il perimetro degli ex missini.
A proposito di sondaggi, voi ridete e scherzate. Ma quando leggete che il governo o Meloni avrebbero perso consensi dovete pensare al fatto che ormai sono passati cinque anni di governo eppure, secondo le rilevazioni, il partito guidato dalla premier avrebbe oggi più preferenze di quando andò al potere. Una roba praticamente mai vista prima. Pensate solo al passato più vicino a noi. Renzi salì al 40%, poi crollò nel giro di un amen. Mario Monti sembrava l’idolo delle masse, alle urne fece cilecca. Matteo Salvini sembrava una Bestia invincibile, oggi combatte con Forza Italia. Giuseppe Conte galleggia tra alti e bassi. Mario Draghi, elogiato da tutti, non è manco riuscito a salire al Quirinale. Insomma: se i sondaggi venissero confermati alle urne nel 2027, la premier metterebbe a segno un miracolo. Altro che.