- A Bologna gli studentelli de sinistra si lamentano perché al Minghetti l’Accademia Militare è andata a presentare le proprie iniziative. Leggete il comunicato, perché è un concentrato di idiozie che difficilmente le si leggono tutte insieme: “Vediamo entrare sempre di più nelle nostre scuole la propaganda del governo Giorgia Meloni, complice di genocidi e guerre imperialiste portate avanti da Stati Uniti e Israele…”. Roba da bocciarli seduta stante.
- È imbarazzante, direi addirittura inaccettabile, che a fronte di una legittima manifestazione della Lega con i Patrioti, quale che sia il motivo, la sinistra organizzi tre “contro-manifestazioni” per impedir loro di parlare. In democrazia ognuno è libero di pensarla come crede. Anche di rispedire gli immigrati clandestini “nel loro Paese”.
- Ho letto il piano della Commissione Ue in caso di crisi energetica, con tanto di lockdown, smartworking e via dicendo. La sintesi migliore la fa Matteo Salvini e gliene va dato atto: "Le proposte di Bruxelles per superare il caro bollette sono 'spegnete il riscaldamento, lavorate di meno, rinfrescatevi di meno, viaggiate di meno e lavatevi di meno’. Se queste sono le soluzioni alla guerra contro l'Iran, alla crisi energetica, al caro bollette, al caro gasolio, dimmi te se sono normali quelli che comandano a Bruxelles”.
- Ho letto questo articolo delirante del Corriere della Sera sull’abbattimento con veleno di una decina di esemplari di lupi. Incipit: “Nel perenne conflitto fra lupi, agricoltori e allevatori…”. Ah, certo: invece il rischio che un lupo sbrani il bestiame o direttamente il pastore no, quello mica è un problema.
- Ora: non voglio dire che il tizio che ha disseminato il veleno ha fatto bene. Giammai. Non si fa. Però posso dire che sguinzagliare la Procura per indagare su un caso simile, equiparandolo - parole del procuratore - all’omicidio di una persona, possa essere un tantino troppo?
- L’impressione che ha dato oggi la riunione dei volenterosi è questa: l’Europa si riunisce, l’America decide. E infatti oggi si sono ritrovati a discutere di una strategia per riaprire Hormuz mentre Iran e Usa facevano da soli e rendevano possibile il transito delle navi.
- Ci siamo ridotti a correre dietro agli show “limitatissimi” di Achille Lauro. Posto segreto. A Roma. E ho detto tutto.
- La riapertura dello stretto di Hormuz è positiva e vedremo quanto durerà. Quali sono i termini dell’accordo, difficile saperlo ora. L’unica cosa certa è che non bisogna affidarsi ai post su Truth di Donald Trump per capirlo. Il presidente Usa va preso sul serio, ma non alla lettera. Oggi è in grado di dire A e poi auto-smentirsi dopo cinque minuti. È fatto così. Porta avanti la strategia comunicativa del caos, quindi meglio attenersi ai fatti che alle dichiarazioni.
- Altra cosetta: pare che Roma sia pronta a inviare navi dragamine. Non sono navi da guerra, ma spazzini del mare (passatemi il termine). Eppure il governo deve chiedere l’autorizzazione del Parlamento per inviarle in quella zona di guerra. Ora capite perché, pur essendo la terza economia d’Europa, non conteremo mai come Germania, Francia e Regno Unito (che già contano pochino) e non ci avvicineremo mai a Usa e altri attori mondiali? Abbiamo le mani legate dalla burocrazia parlamentare, eredità di un sistema culturale che ha paura del decisionismo dei governi. Fino a qualche anno fa andava anche bene, nell’epoca attuale non più. Serve un primo ministro che possa andare a Parigi e assicurare agli alleati: tranquilli, spediamo tutto quello che serve.
- La Supermedia Youtrend ci dice che il centrodestra sarebbe dietro al Campo Largo. Per colpa di chi? Diciamo un po’ anche per Vannacci. O meglio: con Futuro Nazionale a bordo non ci sarebbe storia. Però, dico però, semplificare così il campo largo è un po’ riduttivo. Vi spiego. Mentre a destra il partito con più voti esprime il candidato premier, e agli elettori tutto sommato andrebbe bene sia Salvini che Meloni che Tajani; a sinistra la faccenda si complica. Gli elettori piddini magari sarebbero mediamente disposti ad accettare Giuseppe Conte come leader della coalizione, ma lo stesso non può dirsi per i grillini che potrebbero disertare le urne in caso di Elly Schlein alla guida del campo largo. Insomma: formata la coalizione, non è detto che questa ottenga automaticamente la somma dei voti dei partiti che la compongano. Tutto dipende dai programmi. E da antipatie tra elettorati che, a sinistra, sono molto più marcate che a destra.
- Comunque: e adesso Vannacci? Se davvero dovesse prendere il 3,5% come dice la Supermedia, viene da chiedersi cosa convenga fare al centrodestra.
Lasciarlo fuori, rischiando di perdere. Oppure imbarcarlo aggiungendo variabilità (e maggiori rischi di caduta dei governi) ad una coalizione che non ha dato segni di tensioni in questi 4 anni? Bel dilemma. Non ho la risposta.