Raccolta firme per la Gioconda in Italia. Gli Uffizi: non qui

Uno dice: «Senti, avrei intenzione di regalarti la Gioconda di Leonardo». E l’altro risponde: «No, grazie». Non è la didascalia di una vignetta della Settimana Enigmistica, quelle dell’«Angolo del buonumore», ma la sintesi di quanto accaduto ieri pomeriggio, in tre ore scarse. In sequenza: la botta sotto forma di omaggio; la risposta contenente il cortese diniego; infine lo sbalordimento del proponente.
Scena 1. Il Comitato nazionale per la valorizzazione dei Beni storici, culturali e ambientali presieduto da Silvano Vinceti annuncia il lancio di una raccolta di firme (almeno 100mila in 6-7 mesi, da rastrellare anche su Facebook) per chiedere alla Francia di restituire all’Italia la celebre opera del genio di Vinci. Mobilitati persino i parlamentari. L’obiettivo è riportare Monna Lisa in Italia, per la precisione agli Uffizi di Firenze, nel 2013, a un secolo dal suo ritrovamento proprio a Firenze dopo il furto, nel 1911, compiuto da Vincenzo Peruggia, che se la portò via sotto braccio dal Louvre.
Scena 2. Informato dell’iniziativa, Antonio Natali, direttore degli Uffizi, non fa salti di gioia. Tutt’altro. «Non la voglio, neppure per un’esposizione di pochi giorni. È un’opera-simbolo dell’arte, che non va mossa dal Louvre, non può correre alcun rischio. Le opere che rappresentano le vette dell’arte occidentale non possono rischiare. La Gioconda non è dei francesi ma di tutto il mondo, e chi è chiamato alla tutela deve tutelare per tutti. Esprimo quindi il mio parere negativo a un eventuale trasferimento della Gioconda, a Firenze come altrove». Del resto nel 2007 Natali negò l’opportunità di far viaggiare un’altra opera di Leonardo, l’Annunciazione, da Firenze a Tokyo per una mostra. «Sono le persone che si devono muovere, non le opere d’arte», conclude Natali.
Scena 3. Venuto a conoscenza della reazione opposta a quella sperata, Vinceti cade dalle nubi come Checco Zalone: «Gli Uffizi non vogliono la Gioconda? Sono sbalordito». Ma poi si riprende parzialmente: «Non è necessario che vada lì... Firenze ha anche Palazzo Vecchio e Palazzo Medici Riccardi...».
La scena 4, diversamente dalle altre, si svolge in Francia. Non siamo in grado di descriverla. Per il momento avvertiamo soltanto come delle risate in sottofondo...
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