Le ragazze invadono le scuole militari

I prestigiosi collegi di formazione delle forze armate aprono per la prima volta le loro porte a 49 studentesse. Il preside: "Aumenterà lo spirito di competizione". Le donne sono entrate nell’esercito italiano già da 9 anni

Le ragazze invadono le scuole militari

Eleonora Barbieri - Rolla Scolari

La novità parte dal taglio di una divisa: giacca e pantaloni, esattamente come i colleghi maschi, ma disegnati per le donne. Alla Nunziatella, la celebre scuola militare dell’esercito a Napoli, le divise e le stellette le hanno già distribuite a chi ha compiuto i 16 anni. Quelle da parata arriveranno soltanto il 14 novembre, prima del giuramento degli allievi. E delle allieve. Già, perché da quest’anno le scuole militari italiane hanno aperto alle ragazze: la Nuziatella e il Teuliè di Milano per l’esercito; il Francesco Morosini di Venezia per la Marina; il Giulio Dohuet di Firenze per l’Aeronautica.

Qualcuno l’ha già definita una «rivoluzione rosa», forse esagerando un po’. «È sicuramente un passo avanti. Di grandissima importanza è stata l’entrata delle donne nell’esercito - spiega il generale Carlo Jean, esperto di strategia militare - avvenuta già nove anni fa». Oggi le donne soldato sono circa il 7 per cento delle forze armate, una percentuale paragonabile a quella di altri Paesi europei e non mancano ora le soldatesse impegnate in missioni all’estero, dal Libano al Kosovo, e su fronti di guerra come l’Irak e l’Afghanistan.
Le divise delle scuole dunque si ammorbidiscono un po’ e spunterà un’ombra di trucco tra gli austeri corridoi degli edifici storici che ospitano i prestigiosi licei. A Venezia, dove hanno studiato tra gli altri Amedeo d’Aosta e Luca Cordero di Montezemolo, su 51 allievi le donne sono nove. Non ci saranno più soltanto i «birilli» (così i veneziani chiamano i cadetti, per la precisione con cui indossano le loro divise) ad aggirarsi nelle ore di libera uscita tra le calli cittadine, ma anche le «birille».

Per ora, assieme ai loro compagni, stanno iniziando le lezioni di «vestizione»: come indossare la divisa, appunto. A Firenze, in aeronautica, su 40 studenti le ragazze sono 17; alla Nuziatella, dove si diplomò l’ex ministro della Difesa Arturo Parisi, le giovani sono dodici; al Teuliè, tra le cui mura insegnarono Ugo Foscolo e Silvio Pellico e da dove i cadetti scesero in strada durante le Cinque giornate di Milano per combattere con gli insorti, le giovani sono dieci. In tutto, 49 ragazze sedicenni in divisa a partire dal 14 settembre.

E anche se i numeri non sono enormi, gli antichi palazzi delle scuole militari hanno dovuto prepararsi al nuovo anno scolastico colorato di rosa trasformandosi un po’, come racconta al Giornale il capitano di vascello Enrico Pacioni, comandante della scuola navale di Venezia. Sull’isola di Sant’Elena, dove si trova il Morosini, prima avevano soltanto dormitori da 40 letti con i bagni in comune. Ora, ci sono anche camere da quattro o cinque persone per ospitate le nove cadette. La scuola si prepara già da un anno ai nuovi arrivi con l’inserimento di personale femminile: un ufficiale psicologo, un sottufficiale inquadratore, una persona che segue l’addestramento e la formazione dei ragazzi... Il capitano Pacioni assicura che l’arrivo delle ragazze sarà positivo e «aumenterà lo spirito di competizione».

Nulla cambierà nei programmi delle quattro scuole, racconta il colonnello Filippo Troise, preside della Nunziatella e anche ex allievo, che spiega che tutte le attività della scuola saranno miste. Quello che aspetta le nuove studentesse è ciò che più o meno gli allievi hanno vissuto negli ultimi 222 anni di vita dello storico istituto. Sveglia alle 6.30, colazione alle sette, dalle 7 e 30 alle otto ripasso o lettura dei quotidiani, dalle otto alle 13.30 attività scolastiche (gli studenti sono iscritti al triennio del liceo classico o scientifico), 13.30 pranzo, dalle 14.15 fino alle 17.45 attività sportive e militari - dai corsi di equitazione alla scherma, dalla pallacanestro alla pallavolo -, dalle 17.45 studio fino all’ora di cena. Alle 20 e 30 chi vuole continua a studiare, altrimenti è l’ora di rilassarsi in una sala comune.

Alle 22 tutti in camerata, alle 22 e 30 silenzio. La libera uscita è tre volte alla settimana, dalle 17 alle 22. Non è esattamente il modello di un giornata facile, ma a giudicare dalle richieste le ragazze non si sono spaventate: alla Nunziatella un quinto delle domande è arrivato da donne, 250 su un totale di 1.050, ma soltanto dodici hanno superato le prove sportive e il test scolastico d’ingresso: il numero è certo esiguo, ma abbastanza importante da far cadere uno degli ultimi regni maschili nel Paese.