Ravenna: tutto nuovo nella città dei mosaici dai musei alla tavola

Non solo monumenti bizantini e paleocristiani. Qui s'inaugura una galleria 2.0 dedicata al territorio e alla gastronomia

Elena Luraghi

Un terreno che sprofonda può essere custode di molti tesori. Nel caso di Ravenna, anfore, vasi, sarcofagi, venuti alla luce durante gli scavi «a sei metri di profondità, per effetto della subsidenza che ha inghiottito gran parte del territorio», spiega Paolo Martinelli, uno degli archeologi della fondazione RavennAntica che gestisce la maggior parte dei siti storici urbani. «Non tutti sanno che Ravenna anticamente era sul mare, che il terreno paludoso sul quale era costruita lentamente è sprofondato, che diversi secoli fa è stata capitale di tre imperi: Romano, del Regno dei Goti e Bizantino». Queste storie sono narrate anche fra le mura post-industriali di Classis (www.classisravenna.it), il Museo della città e del territorio inaugurato lo scorso dicembre in un ex zuccherificio accanto alla Basilica di Sant'Apollinare in Classe: una new-entry museale costata oltre 22 milioni di euro, fulcro di un parco archeologico che comprende anche l'antico porto fondato dall'imperatore romano Augusto, divenuto in età tardo antica fra i principali scali marittimi del Mediterraneo.

Attraccavano lì le navi cariche di quei marmi e pietre musive che ancora oggi rivestono l'ensemble di monumenti paleocristiani e bizantini dichiarati dall'Unesco patrimonio dell'umanità: dal Mausoleo di Galla Placidia ai due battisteri (Neoniano e degli Ariani), fino alla Cappella Arcivescovile, le Basiliche di San Vitale e Sant'Apollinare (Nuovo e in Classe), il Mausoleo di Teodorico. Un tuffo nella storia fatto di volte stellate, sfarzosi cortei imperiali, raffigurazioni di fiori e piante e scene simboliche di trasfigurazione divina.

Ma il tour nel passato ha anche altre chiavi di lettura, dalla tomba di Dante accanto alla Cripta Rasponi, alla Domus dei Tappeti di Pietra venuta inaspettatamente alla luce durante gli scavi di un parcheggio.

Dal Museo Tamo (acronimo di Tutta l'Avventura del Mosaico) nella chiesa sconsacrata di San Nicolò, al Museo Nazionale dove le stele sepolcrali dialogano con epigrafi romane, capitelli in marmo orientale e un ciclo di affreschi trecenteschi di Pietro da Rimini provenienti dalla chiesa di Santa Chiara. Ravenna però guarda anche avanti e lancia nuove sfide urbane come la Darsena Pop Up, che ha rivitalizzato un tratto del canale che collega la città al mare, trasformandolo in luogo di movida con ristoranti, bar, corsi di cucina, spiagge urbane (www.popupdarsena.com).

E se in pieno centro va di moda l'afternoon tea (ma anche l'aperitivo o la cena gourmet) nel Salone dei Mosaici, fra mura che esibiscono decorazioni musive del 900 dedicate alla Prima Guerra Mondiale, alla Guerra di Spagna e alla Guerra d'Africa (www.salonedeimosaici.it), al Mar-Museo d'arte contemporanea si lavora già alla sesta edizione della Biennale del Mosaico contemporaneo.

L'obiettivo è battere i numeri della scorsa kermesse, che nell'autunno 2017 ha richiamato 165 artisti internazionali coinvolgendo gallerie e arricchendo la città di opere site-specific, restauri live e mostre dove le tesserine venivano declinate in mille modi, dall'arte antica alla cultura pop (www.mar.ra.it). Al mosaico contemporaneo guardano anche artiste come Roberta Barlati, che dalla «sua» Ravenna è partita alla conquista Dubai, dove oggi insegna all'International Art Center e crea vasi artistici fondendo tesserine musive e smalti ceramici. E se i numeri a volte suonano asettici, l'aumento di oltre l'8 per cento di visite turistiche in città e provincia fa comunque da traino a molte realtà imprenditoriali.

In centro Matteo Salbaroli, chef e patron dell'Osteria l'Acciuga, replica in via Oberdan con l'apertura della Cucina del Condominio, dove la pasta rigorosamente fatta in casa si acquista al banco o si degusta ai tavoli dell'annesso ristorante: «Siamo aperti solo a pranzo, per celebrare la tradizione che si svolge in famiglia».

Per dormire, in alternativa ai soliti alberghi si può optare per La Reunion: camere e suite con cucina indipendente all'interno di un condominio con ingresso sotto i portici di via Corrado Ricci; per sentirsi come a casa, ma con i comfort di un vero hotel (doppia da 80 euro, www.lareunion.it).

Informazioni: www.ravennantica.it e www.ravennamosaici.it.

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