Nel film Sotto Accusa, Jodie Foster viene brutalmente stuprata in un bar da più uomini mentre gli altri avventori guardano e incitano. Kelly McGillis, che nella pellicola interpreta l'avvocato, prova a perseguire non solo gli autori materiali dello stupro, ma anche i presenti che non mossero un dito. Ottenendo così condanne più alte per tutti. È l'eterno dilemma: i colpevoli sono solo coloro che direttamente commettono il reato? Certo che sì. Ma una certa responsabilità non si deve forse riconoscere anche in capo a chi ha assistito e non ha fatto nulla? O peggio a chi ha incitato all'atto di violenza? Responsabilità morale. Certo. Che terribile parola. Ma ogni tanto conviene scomodarla.
Il pestaggio dell'agente a Torino, sabato scorso, può far sorgere lo stesso dubbio. I violenti dovrebbero essere ovviamente puniti. Non serve una sanzione esemplare: basterebbe che il titolo del reato fosse quello corretto: tentato omicidio e non lesioni. L'ultima volta che assistemmo a un pestaggio in piazza da parte di un branco di black bloc, questi ultimi se la sono cavata con un paio di anni di condanna: zero carcere.
Il punto è che "sotto accusa" non ci possono stare solo gli autori materiali del pestaggio. Se per un attimo chiudete gli occhi e invece che una divisa, immaginate lì per terra una donna, che cosa avreste pensato di tutti coloro che erano lì intorno e incitavano? Quanto vi sareste indignati se quello fosse stato un tentativo di stupro? Cosa che in realtà è stato, anche se nei confronti di una divisa, di un principio, di un uomo. E non solo, si sostiene che tutti coloro che erano in quella piazza e che incitavano alla rivolta, siano delle anime candide. Per continuare con il nostro ardito paragone, quegli stupratori avevano già commesso lo stesso reato più volte. Un carabiniere, durante le vicende dei No Tav, fu sequestrato dai medesimi gruppuscoli e restituito talmente malconcio che non ha potuto riprendere servizio. Quegli stupratori da mesi urlano ai quattro venti il loro odio per i poliziotti.
Insomma quella piazza di supposte persone per bene che accompagnava a Torino i black bloc non è moralmente innocente. È il ventre molle della delinquenza del branco è lo scudo che permette loro di commettere reati. Non sono incolpevoli, come non lo erano gli avventori del bar di Jodie Foster.