Red Ronnie l’indipendente: «Il rock ha bisogno di idee»

Il «pianoforte» costruito sulle scale della metro in piazza Duomo (ogni scalino è un tasto corrispondente a una nota, non c'è che da salire su e giù per cercare la propria melodia preferita) è un gioco. Ma Red Ronnie fa dannatamente sul serio. Da domani prende infatti il via il suo progetto «LiveMi», una serie di concerti (dieci appuntamenti musicali dal vivo, da qui a maggio, protagoniste altrettante band per data) che intende riportare sulla scena cittadina aspirazioni, idee e suoni dei giovani gruppi emergenti. Sarà la stazione della metro Duomo, quindi, a farsi palcoscenico per un buon numero di sabati, dalle ore 14 alle 18. C'è chi la chiama musica indie o indy ma il senso è uno: indipendente, quindi senza santi in paradiso. E se Milano vuole essere «la capitale del rock» - come è nelle intenzioni dichiarate dall'assessore agli Eventi Giovanni Terzi, dal sindaco Letizia Moratti e dal loro ascoltato «consulente» Red Ronnie - è giusto cominciare dalle radici. L'idea è decisamente buona: è stato aperto un sito (LiveMi.it) su cui artisti e band di ogni tipo possono iscriversi, inserire proprio profilo, foto, canzoni, e poi far parte di una community usata come database dal Comune (sono già 600 gli iscritti). Da qui, per la rassegna «LiveMi» sono stati selezionati cento nomi. Ogni artista avrà dieci minuti di spazio live, più o meno corrispondente a due brani. Non è finita: le band emergenti potranno inserire un loro brano in compilation targate LiveMi in vendita su iTunes, e i video delle loro esibizioni saranno trasmessi sugli schermi della metro, sul canale LiveMi di YouTube e in eventuali spazi televisivi. Insomma, a vederla dagli occhi dei giovani rockettari milanesi il pensiero più naturale è: Red Ronnie santo subito. Lui, si limita a sorridere e a guardare lontano: «Il progetto non si limiterà a questa rassegna: le band verranno tenute in considerazione per tutti gli eventi organizzati dal Comune, penso alle partite dei mondiali di calcio trasmesse su mega-schermo in Duomo o all'Expo 2015. LiveMi vuole riportare l'attenzione sulla creatività dei giovani artisti, che ci sono ma non riescono a farsi sentire. Milano sta riscoprendo una vocazione rock, grazie a un assessore illuminato come Giovanni Terzi e al sindaco Moratti, assieme ai quali è nato questo progetto. Il problema è uno solo: molti locali ospitano solo cover band, gruppi che suonano brani celebri. La musica così non ha futuro. Bisogna riaccendere nella gente, in primis i giovani, la curiosità intellettuale, la voglia di andare ad ascoltare band che suonino musica propria, alla ricerca di nuove tendenze. Purtroppo sono tempi di talent show televisivi, dove il pubblico viene diseducato e rassicurato con musica non inedita. Concorsi che non cercano artisti, ma voci. Solo voci. Tutte educate. Ha ragione un artista come Enrico Ruggeri quando dice che a X Factor uno come Vasco o Jovanotti non avrebbe passato le selezioni: come se servissero voci perfette. Servono invece idee. Si parla tanto della morte del rock: io penso solo che oggi, a livello indipendente, esso non riesce a comunicare: né col pubblico, né tra i propri esponenti. Una community di questo tipo serve allo scopo. Tv e media sono riusciti ad anestetizzare i giovani, fornendo falsi idoli gossip come, ad esempio, Paris Hilton: gli eroi scomodi del rock sono stati spodestati da questa strana umanità». Da Milano parte dunque una scintilla di «rinascimento»? «Io penso di si - conclude Red Ronnie -. Basta che i giovani artisti ci mettano del loro: che non vadano solo a vedere i Muse a San Siro ma cerchino, e soprattutto chiedano nei locali, la musica dal vivo». Ecco i nomi delle band del primo appuntamento, domani (ore 14-18): Ex Presidenti, Gabriele Lopez, General Funk, Jackeyed, Line Out, Lorenzo Visci, Moody, Stefania Altomare, The Project, The Rosenkranz.

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