La Regione chiede 2 milioni di euro a Brega Massone: «Danno d’immagine»

Non bastasse la stangata della requisitoria (21 anni chiesti dai pm), Pier Paolo Brega Massone ora deve vedersela anche con le richieste di risarcimento. Un conto salato - non l’unico, in attesa di ascoltare anche le altre parti civili - arriva della Regione. Il Pirellone, infatti, vuole dall’ex primario di chirurgia della clinica Santa Rita due milioni di euro per danni morali e di immagine. Un altro milione ciascuno, poi, dai medici che erano nello staff di Brega (Fabio Presicci e Marco Pansera), anch’essi alla sbarra nel processo nel quale rispondono di truffa al sistema sanitario nazionale, lesioni gravi e gravissime. Ai tre, poi, la Regione contesta un ulteriore danno patrimoniale da 320mila euro, da pagare in solido. Risarcimenti tra i 100mila e i 300mila euro, infine, sono stati chiesti agli altri cinque imputati finiti a dibattimento.
Ancora una volta, nell’aula al primo piano del palazzo di Giustizia volano bordate contro l’ex primario e i suoi colleghi. Parole durissime, pronunciate questa volta dall’avvocato Antonella Forloni, che nel processo assiste la Regione. Nelle sue conclusioni, il legale ha sottolineato di «disprezzo per le condizioni dei pazienti» da parte degli imputati e della violazione «del diritto alla salute delle persone». I malati, secondo l’avvocato, «sono stati un mezzo per ottenere rimborsi e non un fine», mentre Brega e i i medici della sua équipe hanno dimostrato «crudeltà».
Lui, Brega, si è sempre difeso dicendo di aver agito in coscienza. Nei giorni scorsi, però, ha dovuto incassare la decisione della Cassazione che lo ha rimesso in carcere. L’ex chirurgo, venerdì scorso, si è presentato spontaneamente a San Vittore, dove peraltro è stato rinchiuso per quasi un anno e mezzo. «È una persecuzione, è un’ingiustizia», ha protestato il medico. «Questo provvedimento, di cui non possiamo che prenderne atto - ha spiegato il suo avvocato, il professore Luigi Fornari - ci sorprende: non si capisce come un medico che si è autosospeso dalla professione possa reiterare il reato». Un ritorno in carcere che non dipende dall’accusa di lesioni. Perché su Brega pende anche uno stralcio di indagine, aperto per un reato ancora più grave di quelli fin qui contestati: omicidio. I pubblici ministeri Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, infatti, ritengono che quattro pazienti operati alla Santa Rita siano morti proprio a causa degli interventi effettuati dall’équipe di chirurgia toracica della clinica.
Per Brega Massone, Pansera e Presicci, dunque, si apre un periodo cruciale. Nelle prossime udienze, i giudici della quarta sezione penale del tribunale finiranno di ascoltare i legali di tutte le parti civili (sono 83 i casi di lesioni gravi e gravissime contestati dalla Procura) e i difensori degli imputati. Poi inizierà la camera di consiglio. E infine, presumibilmente entro luglio, arriverà la sentenza.

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