Renata, la prima volta di una donna alla guida del Lazio

Una vita passata nel sindacato poi, tre mesi fa, è stata catapultata nell’arena della politica per tentare di conquistare la poltrona di presidente della Regione Lazio. Una sfida vinta

Renata, la prima volta di una donna alla guida del Lazio

Roma - Una vita passata nel sindacato poi, tre mesi fa, è stata catapultata nell’arena della politica per tentare di conquistare la poltrona di presidente della Regione Lazio. Una sfida vinta: Renata Polverini, 47 anni, è la prima donna alla guida della giunta regionale del Lazio. Lei, la "lady di ferro" dell’Ugl, di record nel suo curriculum ne aveva già raggiunti tanti: è stata il più giovane segretario alla guida di un sindacato e la prima leader sindacale donna italiana ed europea.

Romana, classe 1962, "figlia d’arte" come si definisce, è cresciuta a «pane e sindacato»: sin da ragazzina, infatti, ha frequentato le prime assemblee sindacali accompagnando la madre, delegata sindacale dell’allora Cisnal, il vecchio nome dell’Unione generale del lavoro fino al 1996, per il gruppo Rinascente. Ha frequentato le scuole dalle suore a Fiumicino (Roma) e, dopo un apprendistato sindacale nella Federazione degli agricoli, giovanissima è entrata nell’organizzazione. Simpatica e molto tenace, come la descrive chi la conosce, è stata sempre vicina alla destra ma piace anche a sinistra. È sposata ma non ha figli.

Nel tempo libero, anche se ultimamente ne ha molto poco, ama dedicarsi al giardinaggio e allo sport, in particolare la corsa e la bicicletta. Tra le sue passioni anche la nutella e i cantautori italiani come Lucio Battisti e Renato Zero mentre il suo film preferito è "Et". All’indomani della decisione del Pdl, che a dicembre ha scelto di candidarla, era emozionata per "questa altra straordinaria avventura" ma "con un pò di malinconia" per i quattro anni alla guida dell’Ugl. Un’esperienza, aveva detto, della quale si porterà dietro "la capacità di mediazione che può tornare utile". Da quando nel febbraio del 2006 ha preso le redini dell’Ugl, l’Unione ha raggiunto il massimo di iscritti, superando quota un milione e novecentomila soprattutto tra le categorie dei chimici, dei metalmeccanici e dei lavoratori della comunicazione. Ora la confederazione siede ai tavoli assieme a Cgil, Cisl e Uil.

Il suo impegno nel sindacato si è diviso tra la guida delle grandi vertenze nazionali nel settore chimico (Eni di Priolo), metalmeccanico (Fiat e Thyssen-Krupp), del pubblico impiego, dei trasporti (Ferrovie e Alitalia), dagli accordi di concertazione con il governo Prodi e D’Alema, fino all’ultimo con il governo Berlusconi (Patto per l’Italia) e a tutti i grandi accordi sulla riforma del mercato del lavoro (legge Biagi, riforma del sistema pensionistico e del Tfr).

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