Forza Italia mette a segno un altro colpo al Pirellone. La consigliera regionale Barbara Mazzali lascia Fratelli d'Italia ed entra nel gruppo azzurro. Dopo aver iniziato la legislatura come assessora al Turismo, Mazzali era stata sostituita da Debora Massari, un cambio in corsa voluto da FdI per riequilibrare i pesi tra le varie correnti del partito. Dopo mesi di riflessioni e interlocuzioni, anche con il generale Roberto Vannacci e il suo nuovo partito Futuro Nazionale, "lady carabina" - il soprannome che Mazzali, cresciuta in una famiglia di armieri, si è guadagnata per i suoi rapporti con il mondo venatorio - sceglie Forza Italia. "Ringrazio Giorgia Meloni per avermi dato la possibilità di essere stata anche assessore, ho fatto un bellissimo percorso con FdI - ha spiegato -, ma ora ho maturato una vicinanza molto più sentita verso Forza Italia, partito in cui oggi mi riconosco. Mi sento molto più europeista, liberale e vicina a una forza più moderata".
"Non ce lo aspettavamo - ha spiegato il coordinatore lombardo di FdI Carlo Maccari -. L'ho sentita qualche giorno fa e nulla faceva presagire un abbandono del gruppo. Aver perso le deleghe potrebbe avere fatto venire meno la reciproca fiducia nel lavoro fatto insieme, quindi capisco che abbia voglia di andare altrove". Non la pensa così la stessa Mazzali che non ha nascosto di aver "valutato" di aderire al partito di Vannacci, ma ha assicurato che l'uscita dalla giunta "non ha influito, perché chi fa politica come me sa che le poltrone non sono un diritto acquisito". Dal Pirellone, il capogruppo meloniano Christian Garavaglia, pur ringraziando Mazzali per il lavoro svolto, ha lanciato comunque una frecciata: "Il nostro resta un percorso politico fondato su valori chiari, identità e responsabilità che continueremo a portare avanti con determinazione e coerenza". A microfoni spenti, fonti di Forza Italia esultano per aver "sventato" la nascita di un gruppo di Vannacci al Pirellone e sottolineano maliziosamente che questo passaggio "fa comodo anche a FdI e alla Lega...".
Azzurri che, intanto, tornano alla carica chiedendo più spazio in giunta, forti di una pattuglia che da inizio legislatura è passata da sei a undici consiglieri: "Noi non abbiamo mai chiesto rimpasti in questa legislatura, né lo faremo. Siamo più interessati al merito che alle poltrone. Certo, vorremmo che i nostri alleati prendessero atto che il partito è diventato più numeroso, con un gruppo consistente in Consiglio regionale e vorremmo ci fosse riconosciuta questa forza" ha osservato il capo delegazione in giunta di Fi, l'assessore Gianluca Comazzi. "Noi non chiediamo nulla - ha aggiunto anche il coordinatore lombardo azzurro Alessandro Sorte -, ma urge una riflessione con il presidente Fontana che vedrò a giorni".
Il governatore, però, sembra chiudere la porta: "L'ho già detto, la giunta si fa all'inizio della legislatura, non a metà". E comunque, ha concluso pungente Fontana, "io continuo a rimanere nel mio partito che amo e che rispetto".