Restauri e agriturismi: pronto un piano per recuperare i Navigli

Un piano per rilanciare i Navigli in vista dell’Expo 2015, attraverso la riqualifica ambientale e il potenziamento del turismo. La giunta regionale ha concluso l’elaborazione del piano territoriale d’area Navigli, che sarà approvato dal consiglio dopo la fase di presentazione pubblica e la raccolta di contributi e osservazioni. Nelle oltre 1.500 pagine del testo del piano d’area saranno indicati i punti focali e le linee guida da mantenere in materia di turismo, cultura, industria e altro ancora per le operazioni di riqualifica delle zone con una particolare attenzione all’Expo. Il piano riguarda i Navigli Grande, Pavese, Bereguardo, Paderno e Martesana, e interessa 51 comuni, compreso Milano, 4 province (Milano, Pavia, Varese e Lecco) e 3 parchi regionali (Ticino, Agricolo Sud Milano e Adda Nord).
Il tema dell’acqua è infatti caratterizzante quando si parla di Expoe e il progetto prevede la realizzazione di un grande parco lineare nord-sud sul versante occidentale di Milano, ancora preservato da una intensa espansione edilizia, che collegherà la Darsena con il sito dell’esposizione. Il piano individua un grande corridoio sostenibile su cui sono previste prescrizioni di varia natura che hanno lo scopo di preservare e ripristinare le aree necessarie alla riqualificazione del bacino dell’Olona. Infatti il loro ripristino permetterebbe di riequilibrare le risorse idriche e migliorarne la sicurezza idraulica e con ciò risolvere il problema del nodo idraulico di Milano, oltre che di incrementare la quantità e qualità delle acque ad uso agricolo oggi carenti nel quadrante sud-ovest del’area milanese. Ma le proposte del piano vanno ben oltre. Il documento infatti propone la promozione di una rete di ospitalità alternativa(agriturismi e bed & breakfast), connessa anche ad una mobilità lenta ben strutturata ed organizzata, inserita in un complesso sistemico che unisce tra loro luoghi dell’attrattività ambientale e culturale. Un esempio sono i luoghi leonardeschi oppure i siti della produzione del settore primario come il Gorgonzola, inseriti in percorsi turistici di livello internazionale, tra i quali il più importante è il tratto dei navigli ricompreso nella via navigabile Locarno – Venezia. L’intento sembra quello di catturare l’attenzione di quella fetta di mercato turistico che ambisce a qualcosa che esuli dal tradizionale tour cittadino, ma che voglia scoprire a fondo il territorio.
«Il Piano d’area - spiega l’assessore Boni - deve essere un
mezzo operativo. L’obiettivo strategico è infatti quello di dotarsi di uno strumento di governance del territorio, in collaborazione con gli enti locali, per arrivare ad un ente unico per la gestione del tracciato di navigazione lombarda, anche in vista di Expo 2015. Un unico soggetto in grado di avviare una collaborazione attiva con gli enti locali interessati per realizzare una serie di progetti da qui ai prossimi anni, ottimizzando le risorse finanziarie».
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