La retromarcia «Con la sinistra al governo era uguale»

Lui, il premiato, avrebbe dovuto passare la giornata a ripensare, come in un sogno alla vittoria insperata di Cannes. Gli altri si sono divisi fra le felicitazioni per il suo successo e le critiche per la sua frase sulla nostra classe dirigente che combatte contro l’Italia e gli italiani. «Battuta moralista e un po’ snob», nelle parole del sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, il primo a commentare la vittoria dell’attore romano. Una frase che domenica il pubblico del Tg1 delle 20 non ha potuto ascoltare. Perché è impossibile saperlo con certezza. Problemi tecnici, come ha tenuto a precisare sollecitamente l’inviato Vincenzo Mollica. Censura, sospetta il padre del premiato. Giovanni Germano, infatti, ha detto: «È stato un momento di gioia smorzato solo dalle polemiche che Elio non immaginava di suscitare e per le quali è dispiaciuto. È sembrato che il Tg1 volesse censurarlo». Ma il premiato, proprio perché la sua dedica all’Italia e agli italiani aveva provocato tante reazioni, non ha potuto cullarsi nella soddisfazione della vittoria e ha ritenuto opportuno tornare sulla frase incriminata. «Se ci fosse stato il centrosinistra al governo, io avrei detto le stesse parole - ha sottolineato l’attore romano -. Perché la distanza fra le persone e le istituzioni ormai è enorme. E se fai azioni di volontariato e fai qualcosa di diverso diventi subito eversivo, tutte le attività “esterne” vengono represse dai partiti e dai blocchi di potere».

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