Ricorsi incrociati al Wto sui finanziamenti per Boeing e Airbus

Gli americani hanno respinto la proposta Ue di ridurre i sussidi a entrambe le società

da Milano

Momento difficile per i rapporti commerciali dell'Ue: nel bel mezzo del contenzioso con la Cina sul tessile, la Commissione europea ha bussato ieri alle porte della Wto per denunciare i sussidi ricevuti dalla Boeing, in risposta ad una mossa identica fatta ore prima da Washington contro gli aiuti all'Airbus. La decisione europea è stata annunciata a Bruxelles dal commissario al Commercio, Peter Mandelson, poco dopo il suo rientro dalla sede a Ginevra dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto). Mandelson ha sottolineato che la causa rappresenta comunque «il contenzioso più lungo, difficile e costoso nella storia della Wto».
L'ex ministro dell'Industria britannico ha ricordato l'importanza che Airbus ha per l'economia europea: nei capannoni e nell'indotto del consorzio aeronautico «lavorano decine di migliaia di persone, mentre ogni anno milioni di passeggeri volano negli aerei Airbus». È proprio il fatto che l'Airbus sia «un grande successo europeo» a spiegare il pressing fatto sull'amministrazione Usa dalla Boeing, che «in realtà non teme i sussidi, ma la competizione».
Il nuovo responsabile del Commercio Usa, Rob Portman, ha di fatto rifiutato l'offerta avanzata da Bruxelles di una riduzione di circa il 30% delle risorse da destinare al lancio del nuovo A350 Airbus, quale contropartita per un corrispondente taglio dei sussidi alla Boeing. L'aereo dell'Airbus si profila come il grande concorrente del futuro 787 Dreamliner, modello sul quale la Boeing gioca tutte le sue carte per riacquistare la leadership dell'industria aeronautica civile.

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