AllIstituto ortopedico Gaetano Pini di Milano, da tempo si studiano e si sviluppano metodiche, nuove e allavanguardia per la rigenerazione ossea. «Il nostro Centro applica da anni le biotecnologie per risolvere fratture gravi, che non guariscono e si complicano con pseudoartrosi. Una condizione in cui i monconi ossei perdono vitalità, si riassorbono e non si saldano tra loro. Nei casi più gravi si forma una perdita di sostanza ossea anche di parecchi centimetri, critica a seconda dellarto coinvolto e che occorre poi ricreare»,spiega il professor Giorgio Maria Calori direttore della divisione della chirurgia ortopedica riparativa (Cor), struttura che afferisce al dipartimento di orto-traumatologia, diretto dal professor Bruno Marelli.
Calori, esperto a livello europeo di biotecnologia, con unesperienza ultra trentennale nella rigenerazione dei tessuti, è autore di numerosi lavori scientifici e membro della Advisory board europeo. Al Pini dirige una valida équipe di circa 10 medici e, da una decina danni, ha organizzato un ambulatorio super specialistico e di alta tecnologia nella rigenerazione tissutale, vera e propria eccellenza in Europa. A questa struttura giungono pazienti molto compromessi (il 25 per cento indicati per amputazione o comunque per artrodesi o perfino con sostituzione con megaprotesi come quelle impiegate per i tumori, quasi sempre con alle spalle numerosi interventi andati male , il record è di 13 precedenti) e inviati da tutta Italia e dallestero. «In media affrontiamo cinque di questi casi gravi ogni settimana, con una percentuale di successo che arriva al 90 per cento»,afferma il professore. «E prevalentemente con un unico atto chirurgico». É importante, quando ci si trova in queste situazioni, riferirsi sempre a centri super specializzati . «Utilizziamo tutte le tecniche tradizionali. Tra i primi abbiamo sperimentato le più recenti innovazioni».
Rigenerazione delle ossa per le fratture più complesse
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