Riparte il tg di Ricci E ha la benedizione di san De Benedetti

La provocazione del papà di Striscia che ha lanciato l'ultimatum al Gruppo Espresso: "Avete 3 giorni per smettere di sfruttare il corpo delle donne"

Riparte il tg di Ricci 
E ha la benedizione 
di san De Benedetti

Tranquilli, fan delle veline, le vostre beniamine da lunedì torneranno a sgambettare sul tavolone di Striscia la notizia. Perché nessuno ci pensa proprio ad accettare la sfida di quel gran furbacchione di Antonio Ricci, per cui il massimo del godimento è provocare, aizzare, alzare la posta, attendere attacchi per poi rispondere a pallettoni.

Tanto fa tutto parte del gioco: una commedia dell’arte che serve ad alimentare la visibilità di tutti quelli che vi recitano. Per riassumere: prima dell’estate Ricci, il patron del Tg satirico, aveva lanciato una scommessa a Carlo De Benedetti e alla Rai: se il gruppo L’espresso avesse chiuso D-La repubblica delle donne e Velvet e la Tv di Stato avesse cancellato il concorso di Miss Italia (entrambi simbolo, secondo Ricci, della vera mercificazione delle donne), allora anche lui avrebbe eliminato le ragazze danzerine da Striscia (da cui, per alcuni come Gad Lerner, vengono fatti discendere tutto i mali riassunti sotto il nome di «velinismo»).

Tanto che ieri Federica e Costanza, le due veline in carica, sono state tenute fuori dalla tradizionale e fluviale conferenza stampa di Ricci che si teneva al Museo del Novecento a Milano, a inscenare un siparietto in piazza Duomo, pregando «San Carlone Borromeo» (cioè De Benedetti) di salvarle dalla cancellazione, mandando sabato in edicola (giorno dell’ultimatum di Ricci) il femminile «D».

Ovviamente, quella di Ricci è soltanto una provocazione, all’Espresso ci hanno riso sopra. Peccato, però, che da par loro in Rai ci stiano pensando seriamente a cancellare quel concorso del mesozoico che è Miss Italia: quest’anno si è salvato per il rotto della cuffia ed è andato in onda in sole due serate, la metà delle tradizionali quattro. Domanda logica a Ricci: ma allora, se la scommessa ha valore, anche voi dimezzate le veline? «Eh no - replica sornione il patron del Tg satirico - le due hanno senso in quanto una bionda e una bruna». E perché mai?, osa chiedere una sventurata giornalista francese calata a Milano per indagare sul tormentone-scandalo veline. E qui parte la «lectio magistralis» di Ricci (sempre, per carità, ironico e autoironico).

Primo: «Le veline non le ho inventate io, ma Pippo Baudo, per questo sono una bruna e una bionda». Secondo: «Non sono messe lì per solleticare i bassi istinti maschili, ma come parodia del malcostume delle riviste e della Tv italiane. Se scompaiono dai giornali, allora non hanno più senso neanche da noi». Terzo: «Non servono ad alzare gli ascolti di Striscia, semmai i loro stacchetti li abbassano». Quarto: «Non vediamo l’ora che gli altri ci attacchino per smascherare la loro ipocrisia». Esempio: il video Il corpo delle donne di Lorella Zanardo, che metteva alla berlina il modello femminile della Tv, a cui Striscia rispose con Il corpo delle donne 2, facendo lo stesso lavoro di copia e incolla usando le riviste cartacee.

«Sono capaci tutti - spiega ancora Ricci - di andare a pescare le cose peggiori che passano in Tv, ma quella non è la rappresentazione reale». Morale? «È la stampa italiana che racconta Striscia in modo sbagliato, parlando sempre delle veline e non del servizio sociale e di denuncia che facciamo».

Dunque, è sempre colpa della stampa, come sostiene Berlusconi? «Può darsi che una volta in vent’anni, ripeto, in vent’anni, possa anche avere ragione».

Del resto c’è chi (Gad Lerner) lo considera il «profeta del berlusconismo» nel senso televisivo del termine (le tette al vento di tante trasmissioni). Lui replica: «Chi dice queste cose non conosce la storia della Tv: Drive In, considerato l’origine del male, fu mandato in onda su Italia Uno nonostante Berlusconi lo osteggiasse: lui voleva fare una Tv del tutto diversa, la Rai ancor più scintillante. Ed era una parodia delle trasmissioni scollacciate». Insomma, chi sono le vere veline oggi? Ricci non ha dubbi: «I politici che vanno in Tv».

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