"Vieni mollato online anche se il tuo partner virtuale ti dice che sei una persona tanto carina? Ha fatto caspering. Vuoi manipolare il partner dimostrando che ha torto? è gaslighting. Ti fingi progressista per rimorchiare? È wokephishing: dovete sapere che per lavoro di recente ho catalogato oltre 70 di queste etichette". Solo una figura proteiforme come Angelo Mellone - saggista, drammaturgo, direttore del Day Time Rai, editorialista, inviato, conduttore e docente di Comunicazione politica, solo per dirne alcune poteva pensare di mettersi a dare ripetizioni d'amore negli anni Venti di un secolo dove si rischia l'attacco reputazionale anche solo a pensare di poter discutere liberamente di sentimenti. Eppure Mellone non solo ci prova, ma ci mette direttamente la faccia e va in scena con uno one man show Ripetizioni d'amore, appunto, come il titolo del suo podcast prodotto da Chora Media - che lui stesso definisce un "esperimento", in cui cerca di spiegare "Come funzionano oggi amore, innamoramento, rapporti di coppia, nevrosi comprese" (definizione che ne ha dato proprio Mellone sul suo profilo Facebook).
La tesi che fa da sponda alla missione dello spettacolo parte da una domanda (e come vedremo si chiude con una domanda): "Come facciamo a imparare ad amare in un'epoca in cui tutto, anche le relazioni d'amore, si sviluppa e si consuma con la stessa intensità dei contenuti social?". Secondo Mellone, al cuore della possibilità di tenere in vita non solo il sentimento, ma la dignità e l'intensità di una relazione sta la versione contemporanea del sacrificio dei nonni e dei padri: il senso di responsabilità. Se l'iperconnessione crea confusione, l'unico rimedio è rimettersi a tavolino e studiare, per capire. Le tappe immersive in cui Mellone accompagna il suo pubblico sono tante e tutte seducenti, indipendentemente dal sesso cui si appartiene o dal genere con cui ci si identifica, perché l'amore riguarda tutti, prima o poi: gelosia, tradimento, sesso, corpo e cervello; la stanza del terapeuta che diventa "camera ardente laica" per elaborare le ragioni di una storia finita male; i rimedi per non andare a scannarsi dagli avvocati o a volte, tragicamente, senza avvocati; le differenze tra "stile" maschile e femminile. E poi tante canzoni e cantautori e per concludere, appunto, con una domanda: "Letteratura e poesia servono ancora a qualcosa?".
Lo show - che ha debuttato al Teatro Golden di Roma con la regia di Raffaello Fusaro e che da ottobre sarà in tournée - vola via veloce, per nulla simile a certi insopportabili spiegoni retorici ad uso dei nostalgici del romanticismo novecentesco: Mellone diverte e si diverte a mettere al centro la contemporaneità (nulla come tornare a studiare fa sentire giovani: figuriamoci prendere ripetizioni), le tendenze e l'up to date applicati ai sentimenti.
Per farlo, non si ferma mai: monologa, canta, interagisce, crea e ricrea scenografia e punti di attenzione in scena e si fa accompagnare da cinque eccellenti musicisti. E alla fine della lezione, più che le risposte ritorna e rimane una benedetta voglia: capire che cosa funziona davvero in amore e, quando funziona, da dove viene e come fa a renderci felici.