Leggi il settimanale

Ritardi, costo dell'energia ed export: le piccole e medie imprese in crisi

Gli effetti del conflitto per tre aziende su quattro. Chiesto un intervento del governo sull'elettricità

Ritardi, costo dell'energia ed export: le piccole e medie imprese in crisi
00:00 00:00

Aumenti esorbitanti del costo dell'energia, rallentamenti nelle consegne, l'aumento dei costi di trasporto e la riduzione della domanda sono i punti fondamentali della ricaduta della guerra nel Golfo mediorientale sul settore del terziario del territorio. A rilevarlo l'indagine di Confcommercio di Milano Lodi e Brianza con le risposte di 512 imprese del terziario: il 75% subisce, a vario titolo, effetti negativi. I settori più colpiti il turismo con il calo dei flussi (30,9%), l'import di beni o materie prime (26,4%), i servizi (22,4%) e l'export (7,6%).

Il 93% delle imprese ritiene che la guerra in corso avrà un'influenza sull'attività nei prossimi 12 mesi: in particolare per il 2026 quasi la metà prevede una diminuzione di fatturato tra il 5 e il 15% e il 35% una contrazione superiore al 15%.

Parallelamente l'84% delle imprese ha già subito un incremento dei costi operativi (per il 63% superiore al 5%).

Sono articolati e complessi i rapporti delle piccole e medie imprese milanesi con i mercati esteri. Più della metà di queste aziende (il 64%) presenta una quota del fatturato che deriva dai mercati stranieri: di queste il 21% degli operatori ha scambi commerciali diretti con i Paesi coinvolti nel conflitto mentre per il 24% la catena di approvvigionamento dipende da rotte o fornitori che transitano nell'area del conflitto. Il 63% delle imprese sta subendo blocchi o rallentamenti nella consegna delle merci provenienti dall'Asia.

Ma la riduzione della domanda (pari al 42,7%) e l'aumento dei costi di trasporto e assicurativi (41,8%) sono gli effetti maggiormente riscontrati: fra le voci che incidono di più anche la volatilità dei prezzi delle materie prime (32,2%), la riduzione dei flussi turistici (25,4%) e i ritardi nelle consegne (12%): oltre 3 settimane per il 24%, da 1 a 3 settimane per il 22%, da 1 a 7 giorni per il 21%.

Il fattore energia incide per tutti sui costi totali dell'azienda, in misura articolata: tra il 5 e il 10% per il 38% degli operatori, fra il 10 e il 20% per il 24%, oltre il 20% per il 20% e meno del 5% per il 19%.

Ecco dunque che le aziende stanno già individuando risposte e soluzioni per rispondere alle attuali difficoltà, a fronte della consapevolezza, per quasi la metà di loro (43%) vedrà ridursi i margini di profitto. Il 37% rinvia gli investimenti, il 20% diversifica i fornitori e il 18% rivede i contratti di fornitura e approvvigionamento. Per quanto riguarda invece le richieste al Governo per la stragrande maggioranza delle aziende (il 79%) sono necessari interventi per ridurre il costo dell'energia, il 57% chiede interventi fiscali, il 18% un accesso più facilitato al credito.

"Il conflitto in Medio Oriente pesa sulle imprese del terziario dei nostri territori afferma Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza dall'aumento dei costi, all'impatto sui flussi turistici, ai ritardi nelle consegne. Diminuiscono i profitti e si rinviano gli investimenti.

Bisogna agire subito per ridurre la bolletta energetica: in questa prima metà di marzo, dalle elaborazioni della nostra Area energia, l'elettricità è aumentata del 22%, il gas del 38%, il gasolio del 18%. Rincari che già si vedono quando fai rifornimento e che si vedranno nelle bollette a partire da aprile".

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica