Leggi il settimanale

Le spranghe che la sinistra non vuole vedere

Dal Pd ad Avs gli esponenti politici fanno a gara a condannare le braccia tese favoleggiando del ritorno di un fascismo morto con Mussolini impiccato a testa in giù in piazzale Loreto

Le spranghe che la sinistra non vuole vedere
00:00 00:00

Tutti a condannare i saluti romani del "presente" che ricorda le tre giovani vite spezzate dall'odio degli anni di piombo di Acca Larentia e neanche una parola sull'aggressione dei ragazzi di Gioventù nazionale presi d'assalto da una banda di Antifa. La solita sinistra, a cominciare da quella estrema, che adotta due pesi e due misure, la doppia morale di sempre. Ogni anno schierarsi ad Acca Larentia per esibire il braccio teso è fuori dalla storia e presta il fianco a facili polemiche. La stragrande maggioranza è composta da ragazzotti con la testa rasata, nati questo secolo, che non hanno idea di cosa siano stati gli anni di piombo. Quelli che portano i capelli bianchi e hanno provato sulla loro pelle quando si sprangava a vista, da una parte e dall'altra, sono pochi. E proprio perché hanno vissuto il periodo buio del sangue quotidiano nelle piazze dovrebbero evitare di esibirsi nel saluto romano tramandando il gesto alle nuove generazioni. Giovani e vecchi ripetono il rito di Acca Larentia più per se stessi, che per i caduti vittime dell'odio ideologico. E continuano a non capire che il modo migliore per ricordare chi non c'è più sarebbe un minuto di silenzio e basta. Non per timore di attacchi o condanne, ma per avvicinare tutti, anche chi la pensa diversamente o è semplicemente moderato, al ricordo delle giovani vite spezzate dalla violenza ideologica.

La reazione della sinistra, però, è ancora peggio degli orfani di un saluto romano fuori dal tempo. Dal Pd ad Avs gli esponenti politici fanno a gara a condannare le braccia tese favoleggiando del ritorno di un fascismo morto con Mussolini impiccato a testa in giù in piazzale Loreto. E molti media seguono a ruota parlando per mezz'ora in tv del clima da delitto Matteotti, come se fosse accaduto ieri e non oltre cento anni fa. L'aspetto più grave non è la grancassa sul fascismo immaginario, ma il fatto di attaccarsi alla pagliuzza per non vedere la trave di un ritorno alla violenza politica. Solo il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, ha condannato prima l'aggressione dei ragazzi di destra, che attaccavano manifesti per ricordare i caduti di Acca Larentia. E subito dopo ha lanciato l'allarme sulle "centinaia di braccia alzate", come se fossimo alla vigilia della marcia su Roma. I suoi colleghi, nella stragrande maggioranza, non hanno speso neppure una parola per l'agguato Antifa ripreso in un video. Se continuano a far finta di non vedere la violenza finiranno per legittimarla rischiando di ripiombare negli anni Settanta. Una stucchevole doppia morale che affiora, come un pericoloso fiume carsico, pure con le violenze nei cortei pro Pal e l'aggressività dei pro Mad che non hanno mai visto il Venezuela neppure con il binocolo. Per non parlare della risposta automatica sullo sgombero di Askatasuna, "e allora Casa Pound?", che assomiglia allo slogan negazionista "e allora le foibe?". Tutta la sinistra vuole sempre fare l'esame del sangue a Giorgia Meloni accusandola di ambiguità e ordinandole di prendere le distanze dalle braccia tese senza rendersi conto che l'unica via è la pacificazione.

Quella vera quando giri veramente pagina e non ti aggrappi agli spettri del passato perché hai perso le elezioni. Al contrario, guardi al futuro di confronto politico, anche acceso, ma senza sprangate a vista o facendo finta di non vedere la violenza con il pericolo di alimentarla sempre più.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica