A Roma le nuove frontiere nella lotta all'alcolismo

IIl 9 e il 10 maggio al Cnr un convegno internazionale promosso dal Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio in collaborazione con il NIAAA (National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism).

Riflettori a Roma sui problemi medici e sociali legati all'alcol. Un importante convegno su questo tema si terrà lunedì 9 e martedì 10 maggio presso la sede del CNR, in Piazzale Aldo Moro 7, sotto il titolo: "Alcohol across the lifespan: what Physicians, Psychologist and Nurses need to know".
L'iniziativa è promossa dal Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio in collaborazione con il NIAAA (National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism).
La prima giornata di lavori, aperta dal direttore del NIAAA Kenneth R. Warren, indagherà gli effetti negativi dell'alcol sul cervello nei vari stadi della vita, dall'esposizione prenatale agli individui anziani. Chiuderà la sessione un approfondimento sui farmaci usati per trattare l'alcoldipendenza, con uno sguardo agli obiettivi futuri.
Sarà, invece, dedicato allo screening e all'intervento breve per i disturbi da uso di alcol il programma della seconda giornata, che prevede un corso pratico sotto la guida del personale sanitario del NIAAA. La situazione italiana, con un intervento sul trattamento farmacologico della dipendenza e i farmaci disponibili, verrà illustrata dal prof. Mauro Ceccanti, docente della Sapienza Università di Roma e responsabile del CRARL. Un problema, quello dell'alcolismo, che in Italia riguarda più di un milione e mezzo e nove milioni. L'alcol è il terzo fattore di morte e disabilità nel mondo occidentale. «Gli obbiettivi di questo convegno - sottolinea il professor Mauro Ceccanti, responsabile Crarl- sono, da un lato, implementare le conoscenze sul tema, dall'altro formare operatori grazie ad un processo di benchmarking. I Problemi e le Patologie Alcol Correlate (PPAC) rappresentano una delle emergenze principali che l'Italia deve affrontare, con enormi implicazioni a livello medico, psicologico e sociale. I costi di tale problematica sono spesso sottovalutati e, a fronte di circa 30.000 - 40.000 morti/anno, le politiche di tutela sanitaria in materia alcologica sono ancora insufficienti. Purtroppo le professionalità coinvolte parlano spesso linguaggi diversi ed hanno grandi difficoltà a comprendersi e a collaborare. La scarsa conoscenza del problema, il ridotto numero di centri che se ne occupano e le poche risorse investite nel territorio determinano seri problemi di gestione di questo fenomeno, che coinvolge circa il 13% della popolazione con più di 18 anni e più del 20% dei soggetti ricoverati negli ospedali».
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